Serie B – Cittadella, dg Marchetti: “Se andrà bene con la A, faranno ripartire anche noi”

Elena Picchi
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Stefano Marchetti, dg del Cittadella, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto per parlare della possibile ripresa del calcio italiano.

Ecco le sue dichiarazioni: “Difficile dire se in Serie B si può rispettare il protocollo, ancora non c’è chiarezza ma sembra che vogliano provare a far partire la Serie A, vedere come va e poi eventualmente far accodare la B. Non so con quali tempistiche, ma il protocollo è pesantissimo da attuare economicamente: tutti cercano di organizzarsi ma chi non ha centro sportivo, foresteria o grandi spazi di proprietà ha grandi problemi. Ognuno pensa al suo orticello, al proprio interesse. Un punto d’incontro non si trova mai, in questo caso è difficilissimo: pensate al dramma della retrocessione, sicuramente si passerà un periodo lunghissimo tra denunce e tribunali. Non manca una partita sola, ne mancano dieci. Forse c’è solo il Benevento che si è già guadagnato tutto, non si può dirgli che non hanno vinto il campionato. Le altre però se la giocano. Giocatori in ritiro per due mesi? Sono già fuori di testa per essere stati due mesi e mezzo a casa, ora gliene aspettano altrettanti. Lì subentra il problema psicologico. Pensate che in estate stanno fermi un mese e servono tantissime partite ed allenamenti per farli tornare in forma, senza parlare degli infortuni. Ora si vogliono far giocare ogni tre giorni: sai quanti infortuni si rischiano? Se si ferma quello forte sei messo male, non tutti hanno la rosa del Benevento. Questa non è una cosa secondaria. La speranza però è quella di finire, perché il verdetto lo dia il campo.Già oggi tre quarti degli sponsor ti dicono che non pagano. Idem i diritti tv: se non giochi sono guai, sarebbe un massacro. La speranza è di salvare il salvabile e finire è vitale anche per la Serie B. Poi facciamoci il segno della croce, ma i rischi rimangono: è impossibile garantire le cose al 100% senza un rischio, un minimo ce ne sarà e dobbiamo cercare di gestirlo. Capire cosa fare quando un giocatore viene contagiato, avere un piano B perché se si ferma tutto va a finire che parti e ti fermi subito“.   E.P.
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