Serie B – Frosinone, presidente Stirpe: “Allenamenti in videoconferenza? Un’altra anomalia. Il calcio perderà valore”

Elena Picchi
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Il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe è tornato a commentare il delicato momento che l’Italia sta vivendo a causa dell’emergenza Coronavirus.

Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate a tuttomercatoweb.com: “Questo periodo? Lo viviamo male, è un periodo di forte preoccupazione e angoscia. I ragazzi continuano a fare allenamenti personalizzati, specifici. Seguiti dallo staff tecnico. Attraverso un sistema di videoconferenza. È un’ulteriore anomalia. Ripresa? Si deve tornare in campo quando ci saranno le condizioni di sicurezza. Condizioni che esisteranno quando il Governo avrà rimosso lo stato di emergenza. Congelare la classifica? Il format prevede tre variazioni. Disputare i playoff è una prerogativa che la Lega B ha voluto tenere come appannaggio e di fatto ogni anno chiede l’autorizzazione per disputarli. O tutti o nessuno. Poi se parliamo di merito sportivo allora soltanto il Benevento potrebbe vantare altre aspettative. Il calcio non potrà non subire le conseguenze che tutti i settori subiranno. La ripartenza non può prescindere da un aspetto: il valore del calcio deve ricostruirsi. Oggi il calcio vale meno di zero. Anche i tifosi al momento non hanno tra le priorità il calcio. Ci vorrà un prodotto che con grande umiltà dovrà rimettersi in discussione per riconquistare tutto e tutti. Taglio degli stipendi? Sarà la diretta conseguenza della riduzione del valore del calcio. Se le società potranno fatturare di meno rispetto a prima dell’emergenza dovranno ricomporsi. Il prodotto varrà di meno. Al di là delle idee e delle aspirazioni personali le regole sono fatte dal mercato. Se oggi una società fatturava uno e quando si ripartirà fatturerà 0,4 potrà avere costi fino a 0,4. Si allineerà tutto il sistema. Al di là delle trattative tra associazioni di categoria il sistema vale meno di sei mesi fa. Più questa crisi aumenta di dimensione e va in profondità e più è destinata ad assestare un colpo mortale al valore di mercato. Se un calciatore non vuole stare, se ne va. Se ne ho parlato con i miei ragazzi? Affronterò il ragionamento al momento opportuno. Bisognerà stabilire anche se si riparte e come. Quando avrò risposto a queste domande affronterò l’argomento con i calciatori. Fino ad allora qualunque considerazione sarebbe inutile”.
  E.P.
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