Calcio Eccellenza – Il futuro del campionato, cosa ne pensano alcuni protagonisti

Beniamino Cobellis
3 MIn Lettura
Ancora nessuna decisione è stata presa sulla ripresa o meno del campionato di Eccellenza. Si aspetta un calo della epidemia di Coronavirus per potersi esprimere da parte degli organi preposti. Abbiamo sentito i pareri di alcuni protagonisti delle squadre nostrane del girone B
Il presidente dell’Arce Alessandro Marrocco è preso da altri pensieri: “In questa situazione tragica sinceramente non sto pensando al calcio, ma soprattutto alla mia azienda e ai miei dipendenti, che ringrazio per la loro disponibilità. Il mio pensiero va a chi è in prima linea per combattere questo virus e per chi è malato o non ce l’ha fatta. Per me la stagione è finita il 1° marzo, poi tra qualche mese si penserà a ripartire, tenendo conto dell’impatto economico di questa crisi”. Diversa la posizione del Sora, che vorrebbe riprendere a giocare e ha addirittura tesserato due giocatori prima della scadenza del 31 marzo. “Purtroppo è una situazione delicata, una emergenza mondiale – commenta il capitano Federico Di Stefano –, dove si sta parlando di tanti morti e per questo bisogna rispettare al massimo ogni misura emanata dal governo. In questi casi il calcio viene messo in secondo piano perché ciò che conta è la salute, il bene più importante. Spero che quando la situazione sia migliore si possa tornare a giocare perché ci siamo fermati in un momento davvero positivo per noi, che vogliamo raggiungere l’obbiettivo prefissato”. Infine, ecco le parole del dirigente del Morolo Alessandro Latini: “Non mi sento di fare previsioni, la priorità adesso è quella della salute pubblica nazionale. Ci atterremo alle decisioni della Lega. Certo è che la stagione non è finita, mancano 9 gare se e quando si riprenderà pretenderemo gli stessi trattamenti dei professionisti. I dilettanti debbono avere le stesse certezze sulla salute dei calciatori della serie A. Chiaro che è difficile programmare così. Io posso dire che nelle 25 partite giocate la squadra è stata costruita per un campionato tranquillo e viveva un buon momento, ma i bilanci si fanno alla fine. Ora è il momento nel quale il calcio passa in secondo piano e bisogna pensare alla salute di tutti”. BCob
Condividi questo articolo
Nessun commento