Intervista a Daniele Nori, preparatore dei portieri, 42 anni di Roma, tecnico qualificato Figc, per capire meglio le dinamiche tipiche del ruolo del portiere, soprattutto dei più giovani.
1 Le tue esperienze da portiere ed allenatore
Premetto che da bambino all’età di 6 anni non facevo il portiere e a dire il vero non ero nemmeno molto capace a giocare e nelle partite finivo sempre in panchina. Poi una domenica piovosa fu espulso il portiere e non avendo il secondo a disposizione, pur di giocare mi proposi e parai il rigore. Da quel momento non ho più lasciato la porta, ho giocato in Promozione, Eccellenza e sfiorato la Serie D, poi un giorno dopo un infortunio al ginocchio e successiva operazione, pur di ricominciare all’età di 25 anni mi proposi allenatore dei portieri in una società per ricambiare il favore che loro mi stavano facendo. Da lì è partita la passione che devo dire avevo sicuramente nelle corde. Ho fatto altri 4 anni da giocatore/allenatore per poi capire che sei fai 2 cose insieme una viene bene e l’altra male e viceversa. Ho optato a tempo pieno per l’allenamento dei portieri. Partendo dalla scuola calcio settore giovanile e arrivando in prima squadra. Vincendo Promozione, Coppa Italia di Promozione e per ben 2 anni, miglior difesa dei campionati regionali e non. Ora alleno in Eccellenza alla asd Valle del Tevere, in Promozione alla asd La Rustica e alla scuola calcio della Sampdoria Next Generation. Diciamo ho passato quasi l’età maggiorenne da allenatore conseguendo nel primo corso fatto dalla Figc a Roma il patentino di allenatore portieri.
2 Secondo te il calcio moderno ha modificato in qualche modo il ruolo da portiere?
Inevitabilmente il calcio moderno ha influito molto nell’ allenamento dei portieri, basti pensare che oggi giocano più con i piedi che con le mani. Sono cambiati i ritmi e le pressioni e di conseguenza il ruolo del n 1 è diventato più importante sotto tutti gli aspetti. Basti pensare che un’azione di attacco può partire dai piedi di un portiere per questo noi siamo portieri all’attacco!
3 Con il calcio moderno è cambiata anche la preparazione tecnica del portiere?
La preparazione stagionale di un portiere ha subito anche essa una grande rivoluzione. Prima si intendeva come il portiere una macchina di forza e muscoli e gli allenamenti erano mirati a ripetizioni ed esercizi all’ estremo delle forze. Ora si cura l’aspetto fisico questo è ovvio, ma ci si concentra sulla tecnica di base, presa, uscite ecc, per poi trasformarle in campo in allenamenti situazionali che possono rispecchiare un’azione di gioco reale. Si curano nel mio caso i più piccoli dettagli per fare sempre la cosa giusta e farla fatta bene.
4 Nell’evoluzione di un portiere quanto conta la tecnica di base acquisita da bambino?
La tecnica di base allacciandomi alla domanda precedente è fondamentale fin dalla tenera età. Se curata fin da piccoli al giovane portiere porterà sicuramente dei vantaggi nel corso della loro carriera, perché chi detiene una buona tecnica non ha poi bisogno di una preparazione atletica esasperata, ma si compensano al meglio per ottenere il risultato voluto. Chi ha la fortuna di allenare i bambini, dò un consiglio. Non vi lanciate in allenamenti da circo con i bambini solo perché chi vi vede pensa che l’allenamento sia spettacolare. Perdete il tempo e tanto, a fargli entrare in testa la tecnica di base, la spettacolarità di un esercizio se è svolta male a livello tecnico, non porta risultati al portiere, ma solo agli occhi di chi vede e noi non siamo lì a prendere consensi, noi siamo lì a far crescere i ragazzi.
5 Da dove nasce l’idea di fondare con il tuo collega la scuola calcio “Portieri all’attacco”
Portieri all’attacco nasce da un’idea del mio socio mister Silvio Mariani nel 2011. Io e Silvio ci conosciamo da quando eravamo ventenni, poi nel 2013 dopo una telefonata per organizzare un’amichevole di Pasqua tra la mia squadra e la sua, è uscita l’idea di fare uno stage di proporzioni più grandi, che svolgemmo alla Borghesiana. Da lì ancora ad oggi ci sono portieri che ci seguono ogni anno e questa è stata la spinta per continuare. Non nego che mi piacciono i numeri che facciamo ogni anno, ma vi assicuro che il nostro successo è derivato dalla nostra professionalità e passione che mettiamo e i ragazzi ci seguono sempre.
6 Parlami dello stage.

Dal 17 al 22 giugno 2019 presso l’Accademia Calcio Roma e colgo l’occasione per ringraziare tutta la società, visto che è il secondo anno che ci ospita, si svolgerà lo stage per soli portieri. Composto da me e da mister Mariani e da altri allenatori qualificati FIGC. Lo stage tengo a sottolineare non è un campo scuola, ma un vero e proprio stage di addestramento, dove portiamo il portiere oltre ad allenarsi a capire come ci si deve allenare, come si cura l’alimentazione e a fargli capire che un portiere intelligente è un portiere che avrà più capacità. Dalla mattina alle 9 fino alle 11 allenamento in campo. Dalle 11 30 alle 12 30 in piscina. Dalle 13 alle 14 il pranzo, dove saranno banditi i cellulari, per far sì che i portieri comunichino fra di loro. Dalle 14 30 alle 15 30 seduta in aula dove si studia e si daranno i compiti a casa! Dalle 15 30 alle 17 30 allenamento in campo. Tutto questo per 6 giorni! I ragazzi saranno dotati di 2 kit di allenamento, costume, cuffietta e telo mare. Sparapalloni e visita dal nostro grande nutrizionista dr Daniele Peluso!
Anna Ammanniti