La vicenda Citytoys continua a tenere banco sui media nazionali.
Tante le trasmissioni di tutela al consumatore che in queste ore stanno trattando di quella che è stata definita ‘la truffa dei telefonini’. Per questo motivo questo pomeriggio la Procura della Repubblica di Cassino ha voluto diramare un comunicato stampa che di seguito riportiamo: ‘In relazione a procedimento nascente da una molteplicità di querele per il reato di truffa nei confronti una pluralità di soggetti che hanno tentato di acquistare telefoni cellulari da imprenditore individuale con residenza a Cassino, questione ampiamente pubblicizzata dai mass media nazionali, si fa presente che Questo Ufficio ha aperto procedimento, su notizia di reato presentata dalla Polizia di Stato – Commissariato di PS di Cassino e Sezione di PG Polizia di Stato di Questa Procura – ed ha in corso da tempo attività di indagine che sta consentendo la ricostruzione delle vicende nella loro compiutezza. Parimenti ulteriori notizie di reati sono state depositate da altre Forze di Polizia‘. In sintesi la Procura ha confermato quanto già ampiamente scritto e riportato nei giorni scorsi da tutte le testate giornalistiche, televisive ed on line nazionali: l’apertura di un’inchiesta per il reato di ‘associazione a delinquere finalizzata alla truffa‘ a carico del legale rappresentante della Citytoys e di suoi tre dipendenti. Secondo quanto accertato da Polizia di Stato e Guardia di Finanza e come ampiamente raccontato da Luca Abete, inviato di ‘Striscia la notizia‘, gli indagati avrebbero garantito agli ingenui acquirenti, incassando anche un anticipo, la consegna in tempi brevissimi di telefoni cellulari I Phone o di consolle Play Station proposti sul sito on line e attraverso una campagna di volantinaggio a tappeto in tutto il centro e sud Italia. Un ‘modus operandi’ che ha raggirato oltre 1700 persone residenti in tutta Italia e che del prodotto ordinato non hanno mai visto l’ombra. Così come, scaduto il tempo di attesa, non hanno ricevuto in restituzione la caparra versata tramite bonifico bancario o in contanti. La prima informativa in Procura è stata presentata dal personale del gruppo della Guardia di Finanza di Cassino, diretto dal tenente colonnello Massimiliano Fortino, lo scorso mese di aprile. Con l’aumentare delle denunce presentate oltre che presso la Guardia di Finanza anche presso il commissariato di Polizia è stata avviata una seconda indagine, questa volta da parte degli investigatori della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato unitamente ai colleghi del commissariato coordinati dal vice questore Cristina Rapetti. Indagine coordinate dal procuratore capo facente funzione Paolo Auriemma e dal sostituto procuratore Arianna Armanini. Nel contempo, alla luce di diverse aggressioni fisiche avvenute all’interno del negozio e in strada, su ordine del questore di Frosinone, Filippo Santarelli, lo scorso mese di agosto è stata avviata e poi attuata una richiesta di chiusura dell’attività per motivi di ordine pubblico. Il tutto in maniera antecedente al servizio andato in onda sul tg satirico di Antonio Ricci che per ha avuto il merito di far accendere i riflettori su una truffa senza precedenti e che ha visto arrivare a Cassino, addirittura in autobus, le centinaia di persone raggirate e che speravano in una risoluzione bonaria della vicenda. Luigi De Rosa, come dichiarato in diverse trasmissioni televisive, si è detto pronto a restituire le somme dovute anche ‘se non prima di dicembre o gennaio’. La scorsa settimana le prime indiscrezioni ed oggi la conferma da parte della Procura di un’indagine in corso. Angela Nicoletti
