L’Ardis dà il nullaosta e sblocca di fatto il progetto del “Liri navigabile” che a breve riparte a vele spiegate.
Resta però ancora perplesso il consigliere Roberto De Donatis che rivolge sei domande all’assessore Maria Paola D’Orazio la quale, dal canto suo, assicura sulla bontà delle procedure. “Quale furono le ragioni – dice De Donatis – che hanno portato la polizia idraulica ad inviare un’informativa di reato penale alla magistratura di Cassino dopo il sopralluogo dell’11 novembre 2014? Quale esito ha avuto presso la magistratura? Perchè i lavori sono ripresi di fatto mascherandoli dietro operazioni di bonifica del sito? Chi paga la messa in opera dei grossi blocchi di pietrame avvenuta nei giorni scorsi e non prevista nel progetto appaltato? Sono state messe in opera le valvole di ritegno nelle tubazioni urbane di scarico, che andavano collocate prima dell’inizio dei lavori per evidenti ragioni di sicurezza? Sono stati aggiornati i piani di emergenza ed avviso alla popolazione ad integrazione del Piano Comunale della Protezione Civile?”. “I tecnici hanno lavorato attentamente – ha spiegato l’assessore Maria Paola D’Orazio -, incontrando più volte quelli della Regione Lazio. Così, dopo aver esaminato ogni aspetto, qualche settimana fa, a metà settembre, l’Ardis ha confermato il parere allegato all’atto concessorio sottoscritto da sindaco e Regione. La nuova soglia, e non diga come viene impropri mante definita – ha spiegato ancora l’assessore – non influenzerà il regime idrico a monte del ponte Napoli e il tratto a valle non subirà, nel caso di fenomeni di piena, nessuna regimazione apprezzabile”.
