Splendido intervento di Mirko Gori alla “Giornata Internazionale dell’infanzia” presso il Teatro Nestor di Frosinone.
Il centrocampista giallazzurro ha parlato di fronte a oltre 500 bambini, raccontando la sua storia: “Mi piace ripensare alla mia infanzia – ha spiegato Gori, come si legge sul sito ufficiale del Frosinone Calciop – e mi piace ricordare che il mio percorso nel calcio è iniziato su una strada e poi su un prato. A quei tempi bastavano due sassi per delimitare una porta, un pallone e poi la ricchezza del tempo da condividere insieme agli amici fino a quando le nostre madri venivano a requisirci il pallone. Oggi quello che manca forse sono le cose semplici di una volta. Alla bellezza rappresentata dall’incontrare un amico, chiacchierare, giocare, divertirsi. L’invito che mi sento di farvi è intraprendere le strade semplici, genuine. Io ricordo che la prima volta che ho giocato nel campetto della nostra Chiesa mi sembrava di giocare a San Siro. Dopo questi trascorsi qualcuno ha notato che ci sapevo fare col pallone ed ho iniziato a giocare praticamente a casa mia, a Tecchiena. Poi da lì ho iniziato a coltivare il mio sogno, ho alzato l’asticella. Il Frosinone mi ha notato, 4 anni con le squadre minori. Quindi a 17 anni un anno lontano da casa. E’ stato difficile ma pensavo sempre a quel famoso sogno, alla voglia di realizzarlo, al talento da sfruttare. Ho continuato a studiare perché era giusto così. E poi sono tornato, ho vinto dei campionati con la squadra per la quale tifavo da bambino. Ho vinto un campionato di B, ho avuto la fortuna di giovare in A col Frosinone. E se oggi mi guardo indietro e ripenso a quel bambino che giovava per strada… Ricordate? Parlavo di San Siro, sabato saremo a San Siro! Ed ho realizzato un altro piccolo sogno di quel bambino che ero io”. RC
