La maggioranza della Fiuggi Unita entra ufficialmente in crisi. Una coalizione civica che non hai mai spiccato il volo, da quattro mesi non è mai decollata da quella pista di lancio realizzata su un risultato elettorale storico: oltre quattro mila voti in rappresentanza del 72% dei votanti.
Due i gruppi e le linee politiche che hanno di fatto frantumato quel fronte unitario che caratterizzò la prima esperienza di governo: da una parte il gruppo civico, capeggiato dal sindaco Martini, che punta decisamente alla ristrutturazione degli asset aziendali. Terme e imbottigliamento gestiti nel segno del rinnovamento e dell’ammodernizzazione. Dall’altra, invece, l’alleanza di fatto Pd-Forza Italia, che vorrebbe riproporre una piattaforma gestionale basata sulla esperienza della Fiuggi per Fiuggi, quando negli anni novanta l’ex sindaco Celani generò un indebitamento record di 130 miliardi di vecchie lire e certificando il fallimento della città termale. Martini è sostenuto dai consiglieri Andrea Paris, Diego Pirazzi, Elisa Costanti, Tullio Ambrosi; al contrario l’alleanza politica Pd-FI può contare sull’appoggio dei consiglieri Martina Innocenzi, Alessandro Battisti e Marco Fiorini. Un braccio di ferro che oltre a portare al congelamento dell’attività amministrativa da oltre quattro mesi, sta generando un pericoloso rallentamento nell’iter di approvazione del piano industriale della società Acqua&Terme Fiuggi (controllata del Comune), propedeutico alla concessione della Cassa integrazione in base ad un accordo regionale e sindacale già preso dalle parti. Commercianti, albergatori, cittadini e aziende rischiano di perdere ulteriore fatturati e servizi per colpa di strategie e rivendicazioni personali che nulla hanno a che fare con il bene comune. Un inciucio pericoloso per tutti, nessuno escluso. DIR
