Nella conferenza stampa infrasettimanale in casa Frosinone è stato Emil Hallfredsson a incontrare i giornalisti.
“Ho sempre giocato in ambienti caldi dando il massimo e impegnandomi per la squadra – ha dichiarato il centrocampista islandese -, ogni formazione è diversa ma la chiave per salvarsi è la mentalità, dobbiamo essere più convinti e crederci, altrimenti si fa dura. Ho notato però che il gruppo si sta amalgamando e anche la convinzione è aumentata, dopo la sconfitta con l’Atalanta ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che bisogna assolutamente evitare altre brutte figure”.
Successivamente il neo giallazzurro ha parlato di se stesso, non solo dal punto di vista tecnico: “Posso giocare dappertutto a centrocampo: la mezzala, il mediano ma anche a due come faccio in Nazionala; la tattica conta meno dell’approccio con cui si scende in campo. Sono indietro di condizione rispetto ad altri compagni perché ho iniziato il 23 Luglio dopo la Nazionale, ho fatto una settimana a Udine e poi sono andato in Canada. Contro il Sudtirol avevo le gambe pesanti, ora sto prendendo ritmo, con il mio fisico è più difficile ma sono quasi al meglio. Sto cercando di trasmettere la mia esperienza a tutto lo spogliatoio, ci sono molti giocatori che hanno fatto poche partite in Serie A e spero di aiutarli, la cosa più importante da far capire è che bisogna crederci sempre. È fondamentale diventare squadra, ad esempio pensare di andare al Mondiale con l’Islanda era una follia, non abbiamo nessun fenomeno ma siamo molto affiatati, questo conta nel calcio. Spero che si riesca a fare gruppo subito, è quella la chiave della salvezza, non i singoli.
Poi Hallfreddson ha gettato lo sguardo alla sfida con il Bologna: “Domenica bisognerà essere più cattivi e aggressivi, convinti di voler fare il risultato giocando con organizzazione. Ogni partita è fondamentale, con il Bologna sarà uno scontro diretto, possiamo fare punti, dobbiamo solo crederci. Bisogna ancora conoscersi ma stiamo migliorando, l’allenatore sta lavorando sulle sue idee e bisogna tenere presente che l’Atalanta è la squadra che sta meglio in questo momento. Quella di domenica sarà una gara diversa, bisogna migliorare nelle uscite con la palla, avere più coraggio nel possesso e non darla sempre lunga, questo però arriverà con il tempo, quando avremo imparato a giocare insieme. Sarà una gara difficile per noi, ma anche per loro”.
Le altre squadre in lotta per la salvezza? “Le neopromosse, il Cagliari, la Spal, l’Udinese e anche il Chievo, ci sono 8-9 squadre coinvolte”.
Il tatuaggio del leone sul braccio? “È un animale che mi è sempre piaciuto ed è il segno zodiacale di mia moglie, mi piaceva l’idea di tatuarmi qualcosa che la ricordasse”.
Roberto Caporilli
