Ci siamo quasi.
Tra poche ore il Frosinone riprenderà a calcare i manti erbosi più importanti d’Italia. Quelli che hanno fatto la storia del nostro Calcio. Quanta fatica per riagguantare questa Serie A, che sembrava raggiunta, poi persa, poi riafferrata, poi irraggiungibile. E invece no. Eccola di nuovo qui. Più bella e sofferta che mai. La società c’è, la squadra nuova di zecca anche, lo stadio è da far invidia ai più. Ma ora? Ora tocca al Leone. Basta con i se e con i ma. Sarà difficile, a volte impossibile. Si vincerà e si perderà. Probabilmente spesso anche malamente. Ma chi ha mai detto che sarebbe stato facile? Servirà ottimismo e sostegno. Da parte di tutti, tifosi in primis. Bisognerà saper accettare la sconfitta e gioire dei passi avanti anche se invisibili. Dopo tutto siamo una piccola realtà di provincia, partita da lontano, che mai e poi mai avrebbe pensato di potersi un giorno ritrovare nell’olimpo del calcio. Non una, ma ben due volte. Pensiamoci, di per sè è già un traguardo straordinario che tante compagini, che tante tifoserie possono solo sognare. Poco male se davanti a noi si staglieranno avversari imbattibili, crederci non costa nulla, no? E quando ci troveremo davanti avversari difficili? Bisognerà crederci ancora di più. E quando i nostri avversari saranno alla nostra portata? Beh, non serve che ve lo dica io cosa si dovrà fare. Stasera alle 20:30 a Bergamo, il Frosinone e tutto il mondo giallazzurro inizieranno un’avventura folle. Un viaggio pazzesco, di cui nessuno conosce la meta finale. Cosa portare in valigia? Coraggio, speranza e pazienza. Ma soprattutto… AudAciA. Elena Picchi
