E’ arrivata quando a Frosinone, nello stadio “Stirpe” si giocava il primo tempo dell’amichevole Roma-Avellino, la la decisione della Figc sull’esclusione dell’Avellino dal campionato di Serie B, per il mancato rispetto dei termini di consegna della fideiussione, che scadevano alle 19 di lunedì scorso, con annessa la respinta del ricorso presentato. A fine primo tempo la squadra si è ritrovata sotto la Curva dei tifosi dell’Avellino per un confronto pacifico, poi a fine gara applausi e cori per la squadra, al di là del risultato di 1-1, per sostenere un gruppo che potrebbe sparire entro lunedì prossimo, quando verrà discusso il ricorso.
“Il presente provvedimento è impugnabile, innanzi al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, nei termini e con le modalità previste dall’apposito Regolamento, emanato ai sensi dell’art. 54 del Codice di Giustizia Sportiva del CONI”, si legge nel comunicato della società irpina a fine amichevole. Si è giocato nel secondo tempo in un clima surreale, e alla fine il pari per 1-1 non importa nemmeno all’ambiente campano. Come ha ribadito in sala stampa al “Benito Stirpe” il tecnico irpino Michele Marcolini.
“Sinceramente non me ne frega nulla del risultato piuttosto è il premio all’atteggiamento e alla dedizione che i miei ragazzi stanno mettendo in questo periodo, non stiamo vivendo un momento facile, siamo dispiaciuti ma allo stesso tempo tranquilli perché dalla società abbiamo ricevuto rassicurazioni. Sono in contatto quotidiano con il direttore, sono al corrente di quanto sta accadendo. Non mi sono mai sentito solo, cerchiamo di guardare avanti”.
“E’ stato un gesto spontaneo – ha detto Marcolini a proposito del confronto e degli applausi dei tifosi irpini alla fine del primo tempo – è stato bello alla fine condividere un pareggio che porto a casa per lo spirito che può trasmettere ai miei ragazzi”.
“Il presidente – ha concluso – ci ha chiarito ciò che è successo, ci ha detto di stare tranquilli, lo siamo abbastanza perché abbiamo fiducia in lui ma vivere con il patema d’animo non è il massimo”.
Alessandro Andrelli
