Eccellenza – Morolo, Granieri: “Voglio una squadra fatta di idee”

Alessandro Andrelli
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Il Morolo riparte, dal punto di vista tecnico, da Mirko Granieri, un allenatore chiamato a non far rimpiangere Stefano Campolo tornato sulla panchina dell’Arce. Granieri in questo senso sembra una garanzia, stante la sua conoscenza nel campionato di Eccellenza regionale (Artena e Ciampino le sue ultime e più significative esperienze) e la sua fama di tecnico capace di dare una impronta ben precisa alle sue squadre.

Un tecnico, d’altronde, che ha compiuto una scelta non consueta per le nostre latitudini: varcare i confini romani per approdare in terra ciociara. Granieri, perché ha accettato la chiamata del Morolo? “Innanzitutto per la storia di questa società. Il Morolo è una piazza importante del calcio dilettantistico laziale ed è una società conosciuta per la sua serietà. E’ stata determinante anche l’opera di convincimento di Antonio Fontana che mi darà una mano nello staff tecnico e che è entrato pure nella dirigenza della società. Il suo entusiasmo è stato decisivo per farmi accettare una proposta di lavoro a parecchi chilometri da casa. In ultimo mi ha allettato la possibilità di avere tra le mani una squadra tutta da costruire, partendo praticamente da zero. Sono stato chiaro con la società: per costruire un progetto serio occorre tempo e loro me lo hanno concesso. Metteremo su una squadra fatta di idee, cosi mi piace definire la nostra attuale prospettiva”. Intanto però c’è una salvezza (questo l’obiettivo dichiarato) da conquistare in un campionato e in un girone (quello del basso Lazio) nel quale nessuno regala nulla. “Certo non sarà semplice ma non mi spaventano le insidie del torneo. Conosco bene il girone B di Eccellenza e so quali sono le difficoltà che dovremo affrontare. Io, però, sono uomo abituato a guardare in casa propria e sono del tutto concentrato sulla costruzione della nostra squadra. Sono andati via elementi importanti che dobbiamo rimpiazzare con calciatori ugualmente forti. I giovani sono e saranno l’architrave del nostro progetto ma accanto a loro abbiamo bisogno di giocatori di esperienza che sappiano guidarli, in campo e fuori”. A proposito di squadra fatta di idee, ha già in mente qualcosa? “Certamente si ma bisogna sempre rapportare la volontà di giocare in un modo agli interpreti a disposizione. Mi piacerebbe proporre un calcio capace di farci divertire e di far divertire il pubblico. Detto questo l’obiettivo è, e resta, quello di mettere almeno tre squadre dietro di noi in classifica”. Toni Pironi
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