“Maledetto Garibaldi che ha unito l’Italia; terroni di m****”.
E’ questa la frase meno pesante, usata da svariati tifosi della Tribuna Centrale dello stadio Comunale di Chiavari, nei confronti della stampa e di alcuni tifosi ciociari. E pensare che proprio Chiavari è la seconda città di Giuseppe Garibaldi, visto che ne divenne cittadino onorario. Lo so. Questo dovrebbe essere l’Editoriale più entusiasmante e gioioso di questa stagione, ma il sottoscritto come sempre va controcorrente e vorrebbe denunciare scene vergognose. Scene che poco hanno a che fare con il mondo calcio, e alle quali abbiamo dovuto assistere ieri pomeriggio.. Urli, insulti e parole pesanti (davvero, ndr) nei confronti di noi addetti ai lavori presenti per fornire un servizio, ma anche nei confronti di donne e bambini amanti del Leone. La sagra dell’inciviltà, se così vogliamo dire. E applausi, a questo punto scroscianti, a tutti coloro (compresi noi giornalisti, ndr) che non hanno risposto alle inutili provocazioni, dimostrando di appartenere ad un mondo dove la cultura e l’educazione la fanno da padrona. E ieri il gol di Federico Dionisi, è stato soprattutto per tutte quelle persone che hanno stretto i denti sulle scalee dell’impianto ligure, e che poi al triplice fischio hanno potuto esultare. Ho visto sorrisi ma soprattutto lacrime. Lacrime di chi ama la propria terra. Lacrime di chi abita da anni lontano da Frosinone, ma che quando vede il Leone in campo si sente a casa. Lacrime di chi, consapevole dei vari problemi esistenti, non cambierebbe la Ciociaria per nessun posto al mondo. Venerdì per emozionarci e piangere ancor di più; venerdì per sognare ad occhi aperti. Nunzio Danilo Ferraioli
