Ottobre 2004, l’amministrazione comunale guidata anche allora dal sindaco Quadrini, inaugurava in via Borgonuovo il “Giardino Franco Valente”.
L’opera non giungeva da sola ma era frutto di un intero intervento di riqualificazione del quartiere, tra la sistemazione dell’impianto di illuminazione e la ristrutturazione dei locali destinati al Centro Anziani. I propositi, per antonomasia, sono sempre buoni ed hanno ancora più dignità se, come in tal caso, li si trasforma in azione per commemorare un giovanissimo caduto di guerra. Franco Valente aveva solo sedici anni quando il 2 dicembre del 1943, non riuscendo a fuggire dalle milizie tedesche, fu catturato in un rastrellamento nella zona di Borgonuovo e portato a scavare trincee a Rocca D’Evandro. Lì sarebbe morto soltanto ventiquattro ore dopo, sotto i colpi delle mitragliatrici naziste. Undici anni fa si ricordava questo giovanissimo davanti ai suoi fratelli, proprio in occasione dell’inaugurazione del giardino a lui intitolato. Purtroppo ora questo piccolo spazio verde è dominato dall’incuria e dall’abbandono e pare difficile, se non impossibile, immaginare i bambini giocarci. Un piccolo sforzo dell’amministrazione potrebbe generare grandi risultati, basterebbe un intervento di riqualificazione dell’area. Veronica Villa
