Dopo 16 risultati consecutivi positivi, il Frosinone è caduto a Bari. Neanche troppo meritatamente, ammettiamolo.
Le due squadre hanno creato poche occasioni e il gol è stato il frutto di un calcio d’angolo. Niente di straordinario o ammirevole da parte di una squadra che non agguantava la vittoria da due mesi. Sui social c’è già chi ha ricominciato ad invocare le dimissioni di Longo. Chi considera la Serie A sfumata. Chi ha colto l’occasione per sparare veleno e malcontento su giocatori che fino a venerdì venivano osannati. Via, non è ora di fare drammi. Non è tempo di iniziare a lamentarsi di una compagine che ad oggi, è ancora in vetta alla classifica e lì resterà per almeno un’altra settimana. Al Frosinone ora spettano due partite in casa: l’ultima cosa di cui squadra e allenatore hanno bisogno è di critiche poco costruttive. È il momento di sostenere, non di colpevolizzare gratuitamente un gruppo che vanta tre sconfitte su venticinque gare disputate. Elena Picchi
