Abbiamo deciso di salutare il 2017 ripercorrendo i momenti più importanti dell’anno in ambito cestistico. Da oggi fino al 31 Dicembre vi proporremo un racconto al giorno di cinque giornate che in modo diverso hanno segnato la storia del basket in provincia di Frosinone.
22 Aprile 2017 – Palasport Ponte Grande di Ferentino.
In un clima surreale si gioca l’ultima partita della stagione della FMC Ferentino. In pochissimi però sanno che quella sarà l’ultima gara della storia della società gigliata, l’ultimo match di Serie A2 giocato in Ciociaria, gli ultimi 40′ del basket di alto livello nel nostro territorio.
Di fronte a poche centinaia di persone va in scena una gara che racchiude alla perfezione la stagione amaranto: poca grinta, pochissime idee, ancora meno convinzione, gioco di squadra pressoché assente. Di fronte un avversario agli antipodi: a Casale Monferrato non c’è un budget faraonico ma ci sono tante intuizioni vincenti, un florido vivaio e la capacità di saper guardare oltre la singola stagione, la famosa programmazione di cui tanti parlano e che pochi mettono in pratica.
Priva di Radic, il lungo croato che di fatto ha condotto la squadra alla salvezza e di Imbrò, chiamatosi fuori dalla contesa per infortunio nel corso del primo periodo, Ferentino affonda malamente. Il palazzetto vuoto, la pesante contestazione della curva e la mancanza di obiettivi spalancano la strada alla Junior che viaggia sulle ali dei suoi ragazzini, Denegri e Severini su tutti. Bastano loro per suggellare il fallimento della stagione gigliata con un eloquente risultato finale di 68-84.
Finisce nel peggiore dei modi: dopo gli striscioni e i cori che mettono tutti sul banco degli imputati due ultras della Curva Nord entrano in campo sradicando le balaustre, uno di loro viene a contatto con BJ Raymond. Il bilancio sarà di due Daspo emessi e l’ennesima macchia su una stagione che tutti vorrebbero dimenticare e che, invece, rimarrà ben impressa nella mente dei tifosi.
I pochi spettatori (gli abbonati, ma nemmeno tutti) abbandonano mestamente il Ponte Grande, delusi e arrabbiati per una stagione che ha visto la loro squadra cadere per ben 10 volte sul parquet amico, senza mai trovare la sua vera identità e deludendo profondamente tutte le aspettative, anche dopo il ritorno della bandiera Guarino. In tutti però alberga la speranza che il presidente Ficchi in estate cambi qualcosa nella compagine societaria e la sicurezza che anche la prossima campagna acquisti sarà altisonante. Quasi nessuno sa che la realtà sarà ben diversa, che il patron ha già deciso le sorti del club, che il peggio deve ancora venire…
Ma questa è un’altra storia, la leggerete nei prossimi giorni.
Roberto Caporilli
