(di Alessandro Andrelli) Conferenza stampa di fine anno per il responsabile dell’area tecnica del Frosinone, Ernesto Salvini. Cinquanta minuti di monologo, con diversi appunti sottomano, e tanta voglia di comunicare, di esternare il proprio punto di vista, il disappunto per ciò che quest’anno proprio non va. Non si riferisce all’ambiente Frosinone, ma a ciò che lo circonda, in special modo il mondo del calcio che ultimamente si è scagliato contro il club gialloazzurro, definendolo in alcune circostanze addirittura “ladro” o ancora peggio “mafioso”. Sintetizziamo per argomenti significati la conferenza di Ernesto Salvini.
PREMESSA “Un anno sicuramente importante per noi. Da Direttore Generale a Responsabile Area Tecnica, credo fosse giusto fare un punto della stagione. Per scelte personali, tranne in alcune sporadiche conferenze stampa, non c’è stato modo di rilasciare interviste, avendo scelto un incontro mensile con il nostro ufficio stampa che pubblichiamo sul nostro sito. Gli auguri di Natale, sono doverosi, anche perché questa festività coincide con delle tappe lavorative fondamentali anche per fare un bilancio personale e non solo. Sono più puntiglioso, per quanto mi riguarda, in questo periodo. C’è qualcosa che non condivido e non comprendo. Non ho problemi nel fare i conti con me stesso, prendendo atto di avere amici e nemici. Finché sarò pagato e ripagato da questa società del lavoro che da 11 stagioni svolgo, io mi sento in dovere di difendere questa società. Molte delle cose che dirò, anche fastidiose, non rappresentano per forza l’idea della società. Il Presidente è libero di dissociarsi. In tanti anni solo una volta siamo stati in forte disaccordo”. ACCUSA In mezzo al popolo, quando guardavo e guardo le partite, non ho mai avuto problemi. Da qualche anno, chiaramente parlo dalle gare in trasferte, sono costretto a guardare le partite dalla tribuna d’onore, dove succedono cose un po’ particolari. Lo stadio dove mi sono trovato meglio, sembrerà un paradosso, è Perugia. Premesso questo, c’è qualcosa che non va, perché sentirsi dire “ladro”, o rivolgersi parole come “mafioso” da allenatori avversari, non mi sembra possibile. Ho l’impressione che additare il Frosinone come un’identità assistita non corrisponda al vero. Se il Frosinone fosse stato favorito, sarei venuto qui a dirlo. I dati riportano il contrario. Solo quest’anno il Frosinone ha avuto molte più sviste a sfavore che a favore (lo sfogo di Salvini è coadiuvato dalle immagine proiettate dall’Ufficio Stampa). A fatica, anni fa, siamo usciti dalla Lega Pro per tornare in serie B. Se c’è qualità e voglia non c’è svista e arbitro che tenga, questo è innegabile. Poi la serie A, dove di difficoltà ce ne sono state, eppure abbiamo cercato di dire la nostra con umiltà e impegno e abbiamo dimostrato le qualità di questo gruppo e di una provincia troppo spesso calpestata. Dopo la retrocessione, invece di tirarci indietro, il nostro presidente ha voluto rilanciare. Siamo stati ancora protagonisti, e purtroppo siamo rimasti in B per differenze reti, per giunta provocata da due sviste arbitrali. Mi chiedo allora quale sia il problema, in questi anni quale è stato il male del Frosinone. Essere una società sana? Aver costruito un centro sportivo per gli allenamenti e poi uno stadio? Senza dover chiedere soldi a nessuno? La mia richiesta è quella di lasciarci in pace, lo chiedo a tutti. DIONISI Tutti parlano da tempo di Dionisi, e lo fanno a sproposito. Dovreste sentire cosa esce dalla bocca degli avversari. Ogni volta è sempre e solo colpa del ragazzo? Gli insulti sono espliciti e purtroppo pesanti. Nemmeno nel momento di massima difficoltà personale Dionisi è stato lasciato libero. La sua colpa è quella di essere uno dei migliori attaccanti del campionato. SFOGO Vorrei che qualcuno mi spiegasse qual’è il problema che tutti hanno con il Frosinone. Ci sono partite come: Pescara-Frosinone, Frosinone-Bari, Frosinone-Palermo, Spezia-Frosinone, Frosinone-Cesena, Frosinone-Avellino, Frosinone-Parma, Carpi-Frosinone, nelle quali gli episodi ci sono spessi stati avversi. Sono stanco che gli altri guardino a casa nostra. Non è più tollerabile. Il problema è aver fatto troppo bene? Chiediamo scusa. Abbiamo uno dei migliori giocatori della B come Dionisi. Non voglio diventare cattivo. C’è forse un problema ad essere troppo seri? E’ un male? Non riesco a capire. TIFOSI C’è chi ha memoria storica, chi no. Se c’è una persona che ha sempre detto che tutto si fa per il tifoso è stato il Presidente Stirpe, e con lui, il primo a sostenere i tifosi sono stato io. Lo scopo era ed è sempre quello di stare vicino ai tifosi. Abbiamo vissuto i momenti positivi e quelli meno. Il tifoso e la stampa sono sacri, questo sia chiaro, però dobbiamo unirci tutti. Quest’anno siamo al di sopra degli obiettivi che il presidente aveva fissato a inizio anno. Io vedo una squadra che mi fa divertire, che lotta. Il Presidente è consapevole non solo del valore della nostra squadra, ma anche che ci sono delle avversarie di egual valore. Sappiamo di avere i mezzi per fare un grande campionato, ma sappiamo che la lotta è dura. Non è il campionato dello scorso anno, non è una stagione a tre. Il livello si è alzato e di molto. Se il Frosinone ha qualità come le altre, perché non c’è energia positiva, come in altre piazza? POSITIVITA’ Perché c’è questo pessimismo? A cosa è dovuto? Lo stato del nostro calcio è diverso rispetto al passato. L’aumento della qualità ha modificato il DNA della squadra. La partita con il Novara è stata una partita che tutti abbiamo condannato. Bisogna stare attenti a quando l’impegno non c’è, e tolta proprio questa partita, i ragazzi si sono sempre dati da fare in campo. Gli infortuni di Sammarco e Paganini non sono di poco conto. I dodici risultati utili consecutivi sono sicuramente un dato importante. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra squadra e del nostro tecnico. Stiamo cercando di fare bene con la qualità del gioco. Il gap con gli avversari si annulla e si dovrà annullare attraverso i mezzi che ci sta indicando il nostro allenatore. Ci sono contingenze come la sfortuna e gli arbitri che non vanno sottovalutate. FUTURO Le aspettative ci sono per tutti. Il ruolo della stampa è fondamentale. Tutti gli aspetti per noi sono importanti. Credo fortemente che possiamo giocarci le nostre chance fino alla fine, ma credo che così come noi si debba fare del nostro meglio, dobbiamo riconoscere che l’unico problema che abbiamo avuto è quello di avere sempre fatto il massimo. Torneremo sul mercato a gennaio, la nostra è una coperta un po’ troppo corta”. Alessandro Andrelli
