(di Alessandro Andrelli) Nel corso della conferenza stampa odierna, a presentazione del match di domani con l’Avellino, il tecnico del Frosinone, Moreno Longo, con un passato da allenatore del settore giovanile del Torino, si è soffermato sull’attualissima questione “Italia fuori dal Mondiale”, dopo il pareggio di lunedì con la Svezia. Ecco il pensiero del tecnico gialloazzurro.
“Parliamo di una pagina spiacevole per il calcio italiano. Non avere la Nazionale al Mondiale è un segnale molto forte. Questo segnale è una grande possibilità però, per tutto il movimento. Andrebbe riorganizzato tutto e sono convinto sarà fatto. La problematica non è da ricondurre in un punto solo, o ad un solo responsabile. Primo mancano le strutture. Non può essere che si debba girovagare per poter far allenare la squadre. A cadere l’investimento nel settore giovanile deve essere importante. Non è possibile oggi in un settore giovanile vedere degli istruttori che lo fanno come dopo lavoro. Bisogna creare professionismo. I ragazzi nella scuola calcio possono imparare di più e devono farlo con istruttori pagati a dovere dalle società, che facciano questo come lavoro a tempo pieno. Oggi un allenatore giovanile deve occuparsi di calcio come un lavoro primario. Va trasmessa una cultura sportiva che permetta a tutti di crescere. Non si può più andare avanti con la cultura del più furbo. C’è da tornare ad un calcio più umile e concreto. Ora c’è sin troppa immagine nel calcio, spesso conta solo quella. Le seconde squadre hanno il loro perché e sono certo avrebbero molta importanza. Un fuori quota in Primavera è un talento ma non ha un confronto reale e dunque perde la sua crescita. Regolarizzare i giocatori italiani è sicuramente un’altra riforma importante. Insomma c’è molto da fare ed è giunto il momento di cambiare”. Alessandro Andrelli
