Anagni – I nonni non vogliono fare i vigili

marfst
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Nonni vigili spaventati dalla tasse, forfait e corsa ai ripari. La situazione ha dell’incredibile: nessun anziano della città dei papi, avrebbe accettato l’invito/richiesta del Comune a svolgere il servizio di “nonno vigile” davanti alle scuole cittadine.

L’iniziativa, accolta dappertutto come il recupero di valori e tradizioni oltre che quale risorsa aggiuntiva alle pensioni spesso modeste, nella città dello Schiaffo ha fatto registrare l’inaspettato generale niet. La motivazione ufficiale risiederebbe nel fatto che la certificazione del “compenso” di circa sette euro al giorno, determinerebbe il terremoto fiscale nella compilazione del 730, per alcuni addirittura la revoca della pensione. Nessun anziano si è detto disposto a svolgere una funzione importante e socialmente rilevante, regalando connotazione grigia ad una città che non aveva certo bisogno di altri primati in negativo. Il nonno che accudisce il proprio ed altri nipoti vigilando con amore all’ingresso e all’uscita da scuola, è una figura nostalgica e romantica; la riscoperta di qualcosa che rischiava di andare perduto. Al di là degli aspetti burocratici, la situazione va affrontata con cipiglio e determinazione, e c’è chi non nasconde fiducia verso i nuovi assessori dei settori interessati, la “pattuglia rosa”. Il sindaco non può sottovalutare il fenomeno del “nonno rinunciatario”. Jackal
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