Editoriale – Il calcio e i suoi valori, troppe distinzioni e nei ragazzi si spegne il “sogno”

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(di Anna Ammanniti) Partendo dal presupposto che non esiste ancora il manuale della scuola calcio ideale, ma ci sono i principi a cui far affidamento. Tra i valori fondamentali dello sport ci sono i principi del fair play e della buona condotta, l’equità, l’amicizia, la tolleranza e il rispetto di compagni, delle regole del gioco e degli avversari.

Il Codice Europeo di Etica Sportiva presuppone sia il diritto dei bambini e dei giovani a praticare uno sport e a trarne soddisfazione, sia le responsabilità delle istituzioni e degli adulti nel promuovere il fair play e nel garantire che questi diritti vengano rispettati. Premesso questo, in Italia secondo una statistica vecchissima, l’ultima purtroppo risale solo al 2013, le scuole calcio  sono oltre 7 mila, quasi quante le scuole medie.  Questo perché anche nell’angolo più nascosto del mondo, i bambini nascono con la passione del pallone. Chi da piccolo non ha mai dato un calcio ad una palla? Inutile negarlo il calcio è lo sport più amato di tutti. Ti fa sognare, sognare di diventare un grande campione, indossare la maglia della squadra del cuore, la fascia da capitano ed i sogni sono l’essenza dell’infanzia e dell’adolescenza, della vita. Le partite sotto casa, le partite sui prati dove sudato come non mai,  correndo appresso alla sfera, puzzolente di erba e terra, sogni di essere il tuo idolo. Ti piace così tanto che chiedi ai tuoi genitori di iscriverti a una scuola calcio. Un bel giorno decidi di rinunciare a un bel po’ di cose, gli allenamenti prendono quasi tutto il tuo tempo e ti fai portare  ad “imparare” a giocare a calcio. Ti piace correre con il pallone tra i piedi, ti piace stare con i tuoi compagni condividere lo stesso sogno, ridere, conoscere tantissimi coetanei, aprirsi in un cammino parallelo verso quelle esperienze che ti faranno diventare grande. Entri nel mondo “ufficiale” dove i principi citati sopra, i tuoi principi, dovrebbero essere rafforzati. E’ lì che i tuoi sogni invece iniziano a morire. Lo sport è il momento più alto di aggregazione, il calcio lo hai sognato fin da quando hai iniziato a camminare, hai varcato quella porta, e boom…il tuo sogno si è spento. Bisogna essere fortunati ad incontrare educatori che spieghino per benino che il calcio, la scuola, è un momento per crescere insieme, che tutti i piccoli calciatori sono uguali. Certo c’è chi è portato, chi invece no, una statistica dimostra chiaramente che una piccolissima percentuale dei bambini appassionati di calcio, diventerà da adulto un grande giocatore.  Nella scuola calcio però, se hai piedi buoni o se sei un trascinatore, se hai tecnica o se hai solo corsa, fai parte di una squadra, la tua. Un gruppo è formato da tante caratteristiche, tante qualità, questo  viene spesso dimenticato dagli educatori. Già dalle scuole calcio, nella maggior parte dei casi, giochi se conosci. Il principio della scuola calcio è soprattutto quello in cui tutti devono  giocare: chi ha tattica, chi fa gruppo, giocano tutti. Gli educatori dovrebbero fare tutti un percorso formativo prima di prendere un bambino per mano e insegnare la tecnica, perché è tutto inutile se gli insegni come si calcia la palla se poi gli hai fatto capire che la vita non è altro che un mondo costruito ad andare avanti solo se sei raccomandato. Gli educatori vanno scelti perché hanno il compito di far crescere un bambino con i sani principi dello sport, non devono sentirsi messi da parte, se iniziate a fare distinzioni avete perso in partenza, perché avete spento l’entusiasmo di un bambino. Anna Ammanniti
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