EDITORIALE – Butei, questa volta a vincere sono i “terroni”. Frosinone da capogiro…

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(di Nunzio Danilo Ferraioli) “Per questi colori pronti a lottare… per questa terra pronti a morire”.

Ieri appena sono entrato al Matusa ho guardato immediatamente quello striscione. Perché quello striscione vale tanto, specialmente quando ti ritrovi di fronte una tifoseria come quelle dell’Hellas Verona, forse più famosa per insultare l’avversario che per sostenere i propri colori. Perché ieri al Matusa non c’è stata gara. Non c’è stata gara in campo, non c’è stata gara sugli spalti. Il Frosinone vince, convince, strappa applausi, si porta a +5 sulla terza in graduatoria, mantiene ancora una volta la porta inviolata e vede festeggiare Daniel Ciofani tornato al gol dopo qualche settimana. Un pomeriggio perfetto, un pomeriggio che vale tanto per un popolo come quello ciociaro. Un popolo, anzi una squadra specchio del proprio popolo, che ha saputo dimostrare al tanto decantato Hellas Verona, che se in Serie B non hai la tigna (ossia rabbia, vigore agonistico e senso di appartenenza, ndr) non vai da nessuna parte. Ed ai tifosi dell’Hellas che hanno gridato per l’intera partita, “terroni”, lo sapete cosa dico? I “terroni” stavolta hanno vinto. Perché da queste parti una delle prime cose che ti insegnano è: “Al Matusa non si passa”…  
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