Editoriale – Frosinone, l’essere tifoso abbatte ogni distanza “Quelli del Nord”

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Arrivi a Novara, distante 684 chilometri da Frosinone, una manciata di ore alla sfida tra gli azzurri e i ciociari, raccogli l’invito dei tifosi canarini e li raggiungi in un ristorante tipico novarese, dove si mangia dell’ottima “Paniscia”. Ciò che poi succede va raccontato!

Sono le ragazze e ragazzi della “Curva al Nord” di Frosinone che con enormi sorrisi, con strette di mano amichevoli e un fare tipicamente “ciociaro”. Ti accolgono come uno di loro, ti lasciano quasi imbarazzato di fronte a così tanta semplicità, ma è la loro natura. Sono tutti gran lavoratori: chi a Bologna, chi a Modena, chi a Trento, chi a Ferrara, chi proprio a Novara. Trovi di tutto, ma nessuno è lì per caso, nessuno ha macinato chilometri a vuoto, tutti hanno i colori gialloazzurri nel cuore, oltre che come indumento da trasferta. Sono tifosi sempre in trasferta, perché sono i tifosi del Nord. Da circa tre anni hanno unito le forze, si ritrovano, condividono la passione per il Frosinone, sono diventati amici. E’ bello, anzi è quasi surreale, specie nel mondo di oggi dove spesso siamo tutti “online” conosciamo benissimo i social network ma non viviamo con il nostro vicino, figurarci con chi vive a chilometri di distanza. Difficilmente tornano a casa in Ciociaria, molti lo faranno a Natale, come sovente, per ritrovare il “calore familiare”. Ma tutti, nessuno escluso, seguono il Frosinone quasi come una missione. Da Firenze in su tutte le trasferte possibili diventano un appuntamento. Hanno negli occhi qualcosa che difficilmente si riesce a descrivere. Va provato. E’ la passione per la propria terra, che ritrovano nel calcio e nel Frosinone. E’ quella malinconia che serpeggia nei loro racconti, che però non è mai tristezza. Vivono al Nord, sono donne e uomini del Nord, ma la loro anima è ciociara, il loro cuore è gialloazzurro. Abbiamo brindato con loro, ne siamo stati orgogliosi, perché questo è ciò per cui donne e uomini devono vivere, la condivisione, la voglia di stare insieme, di ridere, di scherzare, anche ogni tanto di litigare, ma di sapersi ritrovare sempre, con i colori gialloazzurri! Ognuno con i suoi problemi, con le mille insidie e difficoltà della vita. “La Curva al Nord” è la riprova che lo sport, e nello specifico il calcio, uniscono, e non dividono. Tra un bicchiere di vino e un racconto “Ultrà” degli anni ’80 – ’90 con tanto di imitazione e coro appropriato, l’attesa di Novara-Frosinone è stata quanto di meglio si potesse chiedere. C’è stato anche tempo per chi, nei prossimi giorni, si sposerà e ha pensato anche ai suoi amici tifosi con confetti, cori e pacche sulle spalle. Insomma tutto “straordinariamente ciociaro”. Poi tutti in macchina per raggiunge lo stadio “Silvio Piola”. Dopo il triplice fischio e la vittoria che è valsa il primato in classifica del Frosinone (1-2), il rientro a casa ieri sera è stato quantomai “orgoglioso”. Un’altra volta “La Curva al Nord” si è unita nel settore ospiti ai tifosi partiti da Frosinone per seguire la squadra (in tutto un centinaio). A fine gara baci e abbracci e l’arrivederci alla prossima trasferta, e sì perché “Quelli del Nord”, non si fermano di certo e già programmano la prossima partita gialloazzurra. Ci sono e ci saranno, sempre, perché loro hanno passione, perché sono i “Ciociari del Nord”, perché spesso sono più orgogliosi loro dell’essere frusinati, rispetto a tanti che sputano nel piatto in cui mangiano quotidianamente e si spacciano per “tifosi” che però non saranno mai. La passione vera non ha prezzo, si condivide e si apprezza. Grazie ragazzi del Nord, mi avete dato una bella lezione di sport! Alessandro Andrelli
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