L’ex vescovo della Diocesi di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, è stato scagionato dalle accuse relative all’inchiesta sulla compravendita del castello di San Girolamo.
Monsignor Vincenzo Paglia era stato indagato dalla Procura di Terni per la compravendita del castello di Narni, una struttura maestosa, di grande interesse culturale e storico. Per il gip “è certa la totale estraneità” di monsignor Paglia “il quale, anzi, risulta avere agito sempre, nell’espletamento del suo mandato pastorale, con l’unico meritorio obiettivo di assicurare alla realtà cittadina un riscatto in termini sociali e culturali”. Una vicenda lunga e dolorosa per monsignor Paglia che ha rischiato di finire sotto processo. Il suo nome compariva nell’avviso di conclusioni indagini nel quale veniva evidenziato che l’acquisto del castello era stato perfezionato con un pagamento avvenuto in tempi diversi da quelli previsti nel bando di gara, da parte di una società diversa da quella che se lo era aggiudicato, con finanziamenti operati in violazione di legge e attraverso una serie di operazioni societarie poco chiare. Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, esponente di spicco della Comunità Sant’Egidio e vescovo della diocesi di Terni dal 2000 al 2012, potrà ora tornare a compiere in tutta serenità il suo servizio pastorale. Nic.
