Olimpiadi #Rio2016 – Il ciociaro Donato fuori dalla finale del triplo

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Niente finale del salto triplo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro per Fabrizio Donato, medaglia di bronzo a Londra 2012. L’azzurro è stato eliminato nelle qualificazioni svoltesi oggi, lunedì 15 agosto, dopo aver ottenuto come miglior prestazione il 16,54 – con cui ha aperto la sua serie – seguito da due nulli. L’ultima misura utile per l’ingresso tra i dodici promossi in finale è il 16,61 del cubano Lazaro Martinez.

    Nella quarta giornata di atletica il capitano dell’Italia, il triplista di origine ciociara Fabrizio Donato oggi è sceso in pedana per la sua quinta Olimpiade. Raggiunti, in fatto di partecipazioni, Mennea, Pamich e De Benedictis. Il bronzo olimpico di Londra 2012 atterra, infatti, a 16,54 (+0.4) e per appena sette centimetri resta fuori dai migliori dodici con il rammarico di un nullo millimetrico all’ultimo salto che gli sarebbe sicuramente valso la promozione. Questo il commento di Fabrizio Donato, che ieri ha compiuto 40 anni proprio a Rio, sul sito della Federazione Italiana Atletica Leggera: “Purtroppo non è arrivato il regalo di compleanno che mi volevo fare – il commento del capitano azzurro –. Mi è mancato quel poco di fortuna che alcune volte serve e oggi non c’è stato. Il primo salto era sbagliato, non sono riuscito ad essere veloce in uscita e a chiudere bene, comunque mi aveva dato fiducia. Poi nel secondo ho sentito il nullo sotto il piede, mi ha sbilanciato in avanti e non ho chiuso. Nel terzo è venuto fuori un bel salto, ma ho toccato la plastilina che in quel caso non aiuta. Sarebbe stata una misura utile per la qualificazione, però i nulli non valgono e ci volevano sette centimetri in più, davvero pochi. Credevo molto in questa gara, ho dedicato tutta la stagione a prepararmi per cercare di lasciare un segno, più o meno grande, ma la finale sarebbe già stata una grande cosa. Dispiace, perché era alla mia portata. Penso di aver fatto tutto il possibile per arrivare qui nelle migliori condizioni, un percorso ideale per affrontare una gara del genere. Volevo chiudere la mia quinta Olimpiade in un altro modo. A quarant’anni essere qui è già un bel traguardo, ma io ancora riesco ad emozionarmi, non mi accontento e guardo avanti”. Alessandro Andrelli
Condividi questo articolo
Nessun commento