“Abbiamo preso dei ragazzi e ne abbiamo fatto degli uomini e delle eccellenze del nostro territorio; così dissi poco tempo fa durante i festeggiamenti per l’appena conquistata SuperLega – ricorda il patron della BioSì Indexa Sora, Gino Giannetti – e ora vorrei aggiungere che abbiamo preso anche delle ragazze e ne abbiamo fatto donne ed eccellenze, come ha dimostrato la nostra Carla De Caris”. La responsabile dell’Ufficio Stampa della Argos Volley Sora ha vinto il Premio “Rocco Stracca” come miglior ufficio stampa della serie A2. Complimenti da tutta la redazione sportiva di Tg24.info.
Con le parole riportate in alto il padrone di casa Argos Volley esprime l’orgoglio di un’intera società e la soddisfazione che deriva dall’ultima grande vittoria volsca: dopo le promozioni dettate dal verdetto del campo è tempo che anche la “penna” esprima chi è il “migliore”. E quest’anno la migliore tra tutti gli addetti stampa della Serie A2, colei che in occasione del Volley Mercato ha ritirato direttamente dalle mani di Daniele Dallera (Resp. Sportivo del Corriere della Sera) il prestigioso Premio “Roberto Stracca”, intitolato alla memoria del giornalista del Corriere della Sera prematuramente scomparso, è proprio Carla De Caris. Da 7 anni Responsabile dell’Ufficio Stampa, Carla si è guadagnata questo prezioso riconoscimento con il lavoro, il sacrificio e la dedizione che le competono, ed ora, dopo aver raccontato attraverso i media le gesta della compagine bianconera in giro per l’Italia, aver intervistato atleti e dirigenti un po’ ovunque, tocca a lei raccontarsi al pubblico e stare dall’altra parte del “microfono”.
“In questo premio è racchiusa tutta la mia passione, quella che nonostante tutto è riuscita a portarmi fino al riconoscimento del “Premio Stracca” – esordisce Carla De Caris. L’ho desiderato e sognato tanto. I sogni costano fatica e perseguirli richiede sacrificio, e forse ho vinto questo premio perché sono testarda, romantica, e passionale. Testarda perché nonostante tutto non ho mai mollato; romantica perché nonostante tutto ci ho sempre creduto; e passionale perché la forza di andare avanti nonostante tutto è data dal vivere irrazionalmente questa passione”.
Cosa hai provato nel momento in cui sei stata decretata vincitrice del premio Stracca? Ti aspettavi questo riconoscimento?
“Il Premio Stracca è sempre stato uno stimolo a fare meglio: sapere di essere “valutata” tutto l’anno ti fa lavorare in maniera diversa e sicuramente mette più benzina nel motore, il che, per una perfezionista con un forte senso del dovere come me, si traduce in – testa bassa e lavorare fino a quando non sono soddisfatta. È ovvio che quando c’è il risultato sportivo c’è anche più visibilità di tutta la comunicazione che fa l’ufficio stampa, la quale non è solo scritta, per cui più la realtà diventava importante e più il mio lavoro acquista visibilità. A votare per l’assegnazione di questo premio è una giuria di giornalisti professionisti che occupano le pagine più importanti dei media nazionali e, il mio nome scritto su questo riconoscimento intitolato alla memoria di uno dei più grandi del settore, Roberto Stracca, mi riempie di orgoglio e mi lusinga ma soprattutto mi fa sentire che assieme alla società Argos Volley e alla squadra targata 2015/2016, anche io ho contribuito a scrivere un pezzo indelebile della storia pallavolistica di una città e di una nazione intera”.
C’è qualcuno a cui dedichi questo premio o che vuoi ringraziare? “Ringrazio Gino Giannetti che 7 anni fa mi ha dato la possibilità di iniziare a fare le mie prime esperienze credendo nelle mie potenzialità e spero di averlo ripagato ogni giorno trasformandole in competenze al servizio della società”.
Raccontaci chi è Carla De Caris e come si è avvicinata alla pallavolo “Carla era una ragazza qualsiasi che amava sopra ogni cosa la pallavolo e il giornalismo e dal suo paese, Veroli, partiva ogni week and per andare a vedere partite ovunque e al rientro a casa passava le nottate intere a scrivere e descrivere cosa aveva visto. A 6 anni ha scoperto l’amore per la pallavolo frequentando casualmente un corso di minivolley; a 7 è rimasta affascinata delle telecronache dei match, a 12 è scappata di casa con lo zainetto in spalla alla ricerca di Andrea Giani. Dopo le nottate di Atlanta ’96 davanti la tv, ha iniziato a guardare partite senza audio giocando a fare la telecronista. Dopo la maturità Magistrale ha deciso di continuare gli studi cercando di acquisire competenze per perseguire quello che più amava conseguendo prima la Laurea in Lettere Moderne all’università di Cassino e poi quella in Competenze Linguistiche e Testuali per Editoria e Giornalismo a RomaTre con una tesi sperimentale sul linguaggio delle telecronache della pallavolo, seguite nel 2009 da un master in Marketing e Comunicazione. Nel 2006 ha cominciato a frequentare il Pallone tensostatico di Sora e a tifare la Globo in serie B2 seguendo anche in trasferta e dando una mano all’Ufficio Stampa fino alla promozione in Serie A2. Ad agosto del 2009 è arrivata da parte di Gino Giannetti la proposta di entrare a far parte dello staff e dopo due mesi Carla aveva realizzato tutti i suoi sogni nel cassetto. Ovviamente non si è accontentata e ha cominciato a lavorare e studiare per creare dal nulla una professione, e giorno dopo giorno, attraverso sudore, lacrime, sacrifici, gioie e paure, l’esperienza si è trasformata in competenza al servizio della società. Ovviamente Carla non si sente arrivata perché ora c’è una grandissima sfida che l’attende, quella della SuperLega, che è pronta ad affrontare con la professionalità e l’entusiasmo che la contraddistinguono”.

