Dal fallimento in Serie B all’essere protagonista della finale scudetto: la straordinaria storia dell’ex amaranto Sasà Parrillo.
La guardia, prodotto del vivaio della Juve Caserta, aveva iniziato la stagione a Napoli in Serie B ma la società partenopea, inserita nello stesso girone di Cassino, ha concluso anzitempo la stagione per motivi finanziari, come Tg24Sport ha documentato ampiamente. Molti giocatori dell’Azzurro hanno trovato sistemazione in altre squadre, fra questi anche Parrillo, che si è accasato in un club molto prestigioso, quella Reggio Emilia vice-campione d’Italia e detentrice della Supercoppa. L’esterno ex Ferentino, ancora molto amato in città, è arrivato alla Grissin Bon principalmente per alzare l’intensità degli allenamenti ma si è guadagnato sempre più spazio, andando a segno nel corso della regular season e rendendosi utile anche nei playoff. Ieri (7 Giugno) in gara 3 della finale scudetto contro Milano, coach Menetti, complice l’infortunio di Aradori, ha concesso 8 minuti a Parrillo, che lo ha ripagato con giocate di grande intensità. L’ex gigliato ha anche sfiorato la realizzazione con due tiri da tre punti sputati dal ferro, il primo dei quali preso appena entrato sul parquet. A fine gara il tecnico biancorosso ha dedicato il successo (serie sul 2-1 per l’EA7) a Salvatore: “Questa è stata la vittoria di Parrillo, di un ragazzo che fino a qualche mese fa giocava in Serie B. Se mi viene in mente un’immagine della gara è quella di Sasà che strappa un pallone in mezzo a tre maglie rosse però gli faccio una critica, voglio anche che segni quelle triple, visto che è un grande tiratore“. Roberto Caporilli
