Ciclismo – Marcello Luca e l’UltraCycling, il nuovo modo di pedalare no stop

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UltraCycling é il ciclismo fatto di grandi distanze, dove si pedala per mettere alla prova se stessi ed occorre una buona dose di preparazione. Una disciplina estrema con gare che hanno una durata minima di 24 ore. Non ci sono tappe, non ci sono distanze determinate da correre giornalmente. Non ci sono periodi di riposo, né per mangiare, né per dormire, il tempo è calcolato dalla partenza al traguardo. Il vincitore è chi pedala più veloce, facendo il minor numero di soste.

  Tra le gare a livello mondiale c’è la RAAM – Race Across America, Tourtour De Suisse, la Race Around Austria e le italiane: Race Across Italy, D+ Ultracycling 3 Confini e Ultracycling Dolomitica.Gare molto importanti, soprattutto la Dolomitica considerata la gara più dura al mondo. La Race Across Italy, è una competizione con un tracciato di 810 km ed  oltre 10 mila metri di dislivello. La gara è una doppia Tirreno-Adriatico, attraversa 3 regioni, taglia per due volte l’Appennino toccando i due mari. Partenza da Silvi (TE) – L’Aquila – Capistrello – Sora – Frosinone – Anagni – Velletri – Aprilia – Anzio – Latina – Sezze – Pontecorvo – Cassino – Venafro – Sulmona, per far ritorno a Silvi.  E’ una prova di qualificazione per la famosa Race across America, è inserita come gara di World Cup Ultracycling (vale 60 punti) ed è la prima tappa del Ultracycling Italian Championship. Vincitore della prima edizione 2014 Marcello Luca, secondo posto alla Dolomitica maggio 2016, campione UltraCycling, ha pedalato sulle strade di Sora, Frosinone e Anagni. Marcello Luca ha gentilmente risposto alle nostre domande:
  • Quando è nata la tua passione per l’UltraCycling?
La mia passione per l’UltraCycling è nata da quando nel 2011 ho ripreso definitivamente a pedalare, mi era capitato di vedere un articolo sulla RAAM (Race Across America) una gara di 4800 km,  dove si percorre in America un coast to coast che parte dalla California e arriva nel Maryland, è la più lunga e più famosa al mondo di questa disciplina; quindi già amante di lunghe pedalate in solitaria mi sono innamorato completamente di questo sport con la speranza prima o poi di partecipare appunto alla famosissima RAAM.  
  • Che cos’è una gara di UltraCycling?
Una gara di UltraCycling ha distanze che partono dai 300 km in su, oppure superiori alle 24 ore, il regolamento è lo stesso delle cronometro quindi è vietata la scia e bisogna pedalare sempre da soli. Gli atleti partono uno dall’altro, con un distacco che varia dal minuto fino a tre minuti in base a quanti concorrenti sono iscritti alla singola gara. Per chi gareggia nella categoria “solo” c’è la possibilità di scelta, se avere l’assistenza dalla macchina o completamente in solitaria. Io prediligo la categoria con assistenza questo perché mi permette di puntare alla classifica generale. Sempre per lo stesso motivo gli atleti che puntano in un posto al podio, praticamente non si fermano mai a dormire, arrivando a pedalare continuamente anche per più di 30/35 ore.
  • Prima dell’inizio di ogni gara, qual è il tuo pensiero?
Prima di ogni partenza faccio sempre il punto della situazione, penso se tutto è apposto, dalla bici, al mezzo al seguito, quindi con tutto quello che mi porto dietro, alle bici di scorta, all’abbigliamento arrivando poi al mangiare e a tutto quello che serve per affrontare al meglio una gara così lunga e faticosa. La cosa a cui penso maggiormente è alla fatica e ai sacrifici fatti durante la preparazione per arrivare pronto per quella specifica gara, record o manifestazione.
  • Mentre sei in gara pensi mai di non potercela fare?
Praticamente sempre, anche una sola volta, ma la classica domanda “ ma chi me lo fa fare” in testa arriva sempre. In quel momento bisogna essere bravi a superare la crisi, mi è anche capitato una volta di non farcela per un malessere fisico, ma in gare così estreme può capitare.
  • Quanti giorni a settimana dedichi all’allenamento?
In media mi alleno cinque giorni a settimana, di cui due dedicati alle salite. Un giorno dedicato a lavori specifici sulla forza e la resistenza, un giorno dedicato alla pianura e uno di scarico dove si pedala poco e in modo molto blando per recuperare dalla fatica. Gli altri due giorni della settimana sono dedicati al totale recupero dove salto l’allenamento.
  • Perché si decide di mettersi sulla sella di una bici e correre per ore privandosi di mangiare e dormire?
Decidere di partecipare a gare di UltraCycling secondo me non è da tutti, dagli addetti del settore è addirittura considerato uno sport estremo. Bisogna avere un fisico predisposto allo sforzo fisico prolungato, ovviamente questa è una cosa in cui ci si può allenare, ma quello che secondo me è ancora più importante è che bisogna essere predisposti con la testa, tutto è comandato dalla testa, se non si ha questo pregio non penso che si possano affrontare gare così lunghe e difficili come in questa disciplina. Affrontare allenamenti massacranti e fare sacrifici non indifferenti facendo molte rinunce e condurre sempre una vita sana. Quello che mi spinge a fare queste gare è soprattutto sfidare me stesso e capire dove il mio fisico e la mia testa possono arrivare. Fondamentalmente non esiste un perché, lo faccio e basta perché sto bene con me stesso e quando ottengo i risultati sperati allora provo in me una sensazione indescrivibile, un mix di felicità e soddisfazione immensa. Anna Ammanniti                                        
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