(di Alessandro Andrelli) Mi renderò antipatico, forse odiosamente presuntuoso e sicuramente maledetto da colleghi e aspiranti “condivisori” di notizie che ormai sono diventati il solo mezzo di informazione social esistente. Già perché nel “corri-corri” quotidiano rimane solo il tempo per “condividere un post su Facebook o Re-Twittare un messaggio da Twitter”, ignari delle conseguenze che questo possa avere.
E chi se ne frega se il post neppure è stato letto, approfondito, verificato, o magari può contenere delle chiare accuse a persone, cose, eventi che andrebbero chiariti, analizzati e conosciuti in primis da autorità preposte, e poi eventualmente divulgati. Ma si sa siamo nel paese in cui una semplice accusa diventa una condanna, un avviso di garanzia equivale a una conclamata punizione, sanzione o esclusione dalla vita civile. Siamo nel paese in cui tutti si sentono in grado di puntare il dito, in cui scagliano la prima pietra, senza pensare che forse dall’altra parte, anche di un semplice smartphone, tablet o pc, c’è un uomo, una donna, che risultano innocenti fino a giudizio contrario e che soprattutto vengono strumentalizzati a dovere, per qualsivoglia motivazione. Non ho volutamente pubblicato nulla sul flusso anomalo di Scommesse che secondo alcune agenzie, pagate anche per questo, si sarebbe verificato sabato scorso, poche ore prima di Napoli-Frosinone e che avrebbe visto un elevato numero di puntate su un’espulsione da parte di un giocatore del Frosinone, in tante ricevitorie frusinati. E’ stato puntato il dito su Mirko Gori, è stato puntato il dito su di un calciatore del Frosinone, è stato puntato il dito su di un ragazzo di 23 anni. E’ arrivata la segnalazione ai Monopoli di Stato e si è gridato allo scandalo. Bene, anzi male, malissimo. Perché non ho pubblicato la notizia? Perché in questo mestiere, nel mondo del giornalismo, esiste anche la deontologia, e la libertà di pubblicare o meno una notizia. Ho fatto le opportune verifiche, ho cercato di studiare il caso, e non l’ho voluto strumentalizzare. Non sto qui a puntare il dito su chi ha pubblicato la notizia, ne ha fatto titoli a sei colonne, o quant’altro. Ognuno ha la propria coscienza e la propria linea editoriale. Tg24.info non ha voluto “infangare” Mirko Gori e la società che rappresenta con titoli o post “acchiappa click”. Nessuna simpatia in particolare, nessun favoritismo, ma la chiara volontà di trattare l’argomento in maniera appropriata, perché la reputazione delle persone non è uno scherzo, perché non c’è alcun nome iscritto in un ipotetico registro degli indagati, e soprattutto sapete perché, di flussi anomali nel calcio italiano, dalla serie A alla serie D in questa stagione 2015-2016, ne abbiamo ravvisati moltissimi, e molti erano anche contrari al Frosinone Calcio, alle sue ormai ex rivali per la salvezza, e i suoi calciatori. Ma mai nessuno, o quasi, ha fatto “titoloni” su questo, già non meritano forse condivisioni o click o non vendono giornali. Massimo rispetto per tutti, specie nel nostro sempre più complesso circolo mediatico, ma attenzione; Il “flusso anomalo” di scommesse è un conto, la combine per “scommesse illecite” o quant’altro è un discorso completamente diverso. Puntare il dito è lecito, ma bisogna rendersi conto di quanto una penna, la tastiera di un pc, o la semplice condivisione di un post su Facebook o Twitter possa dissacrare e ribaltare la realtà… Perché questo editoriale? Perché inizio ad essere stufo… tutto qua.. Alessandro Andrelli
