Si susseguono gli interventi politici sul “Caso Perin” vi riportiamo integralmente, in questo secondo articolo, i commenti di Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone, Anselmo Rotondo, sindaco di Pontecorvo, e Armando Mirabella, portavoce comitato Possibile “Pier Paolo Pasolini” Frosinone.
ANTONIO POMPEO (Presidente Provincia Frosinone) “In queste ore si sta diffondendo a livello nazionale il caso scaturito da un post il cui account sarebbe da riferirsi al portiere del Genoa e della nazionale di calcio italiana Matteo Perin. In quella dichiarazione si legge il dileggio di una popolazione, quella ciociara, facendo riferimento a un avvenimento storico che costituisce una delle più profonde ferite non solo del territorio che rappresento ma dell’intera nazione. Il riferimento è al più grave stupro di massa della storia recente perpetrato dalle truppe nordafricane ai danni di gente inerme e allo stremo durante gli eventi bellici che hanno riguardato il fronte di Cassino. Ritengo che, qualora fosse accertato che la dichiarazione di cui si tratta sia da attribuire a Perin, la FIGC non possa ignorare quanto accaduto e debba prendere immediati provvedimenti”. ANSELMO ROTONDO (Sindaco Pontecorvo) “La comunità di Pontecorvo, duramente colpita dalla marocchinate durante la secondo guerra mondiale è rimasta disgustata dalle affermazioni del portiere del Genoa. Ogni forma di vlolenmza va condannata, ma credo che quanto subito dalle nostre donne 70 anni fa è ancor più condannabile perché in un momento di debolezza. Perin con ogni probabilità non ha subito solo il trauma al ginocchio: orgogliosi della nostra terra e della nostra storia”. ARMANDO MIRABELLA (Portavoce Comitato – Possibile “Pier Paolo Pasolini” Frosinone) Le parole comparse sul profilo “mattiaperin_freerider” di un social network, attribuibile per nome ed immagine al portiere del Genoa Mattia Perin, sono di una violenza e di una volgarità inaccettabili. Portiere del Genoa non nuovo ad alterchi 2.0 con tifosi del Frosinone e che già in passato lo hanno costretto a precipitose “ritrattazioni”. In questo caso specifico nel corso di un vivace scambio con un tifoso del Frosinone da quel profilo è comparsa la frase “a Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo… il mio fondo Littoria”. Sin troppo evidente e ostentato il riferimento di questo profilo agli episodi proprio del maggio 1944. In quei giorni, a seguito alla battaglia che permise ai Goumier Francesi di oltrepassare gli Aurunci, consentendo al XIII Corpo britannico di sfondare la linea Gustav, il generale Alphonse Juin concesse ai suoi soldati cinquanta ore di “libertà” durante le quali si verificarono i saccheggi dei paesi e soprattutto violenze sulla popolazione. Nella nostra provincia gli episodi furono registrati a Frosinone, Ceccano, Giuliano di Roma, Vallecorsa, Castro dei Volsci, Villa Santo Stefano, Amaseno, Esperia, Supino, Pofi, Patrica, Pastena, Pico e Pontecorvo. Una ferita aperta per un territorio, una regione, un intero Paese. Spero che l’origine di queste frasi oltraggiose sia oggetto di indagine, accertandone quanto meno l’autenticità dell’autore. Nel caso siano davvero riconducibili all’estremo difensore del Genoa e della Nazionale Italiana di calcio, oltre alle inevitabili scuse del calciatore e, per responsabilità oggettiva, della Società, auspichiamo che la Federazione Italiana Gioco Calcio riconsideri l’ipotesi che l’estensore di frasi e di un pensiero così violento ed irrispettoso possa vestire, macchiandola, la maglia della Azzurra”. (fonte: Comunicati Stampa)
