Dopo i fatti delle ultime settimane dove i tifosi sono stati pesantemente attaccati per gli episodi legati alla partita di Casalvieri e dopo il derby a porte chiuse, voluto dagli organi di competenza come misura di prevenzione, i tifosi hanno voluto dire la propria opinione, non interpellati finora da nessuno.
Ascoltiamo coloro che hanno riempito le pagine dei giornali per settimane. Diamo voce agli ormai “famosi” tifosi biancorossi. questa la loro versione dei fatti: “Siamo entrati al campo di Casalvieri e da subito si sono lamentati della nostra bandiera che avevamo posizionato dietro la loro panchina. Non era per provocare, ma lì ci hanno collocato; il settore ospite è praticamente attaccato alla loro panchina, incastonato all’interno di un rettangolo a mo di recinto, largo 4/5 metri e lungo una ventina, con un’unica entrata ed uscita, chiusa da un muro. Per evitare disagi abbiamo spostato la bandiera. Sono andati in vantaggio e dalla panchina hanno iniziato a deriderci con gesti ed altro, sbattendo sulla lamiera della panchina e noi eravamo posizionati dietro. Ovviamente si sbatte sulla lamiera per far rumore e non per fare danni. Inizia il secondo tempo, segna subito l’Anagni, dopo qualche minuto vanno loro in vantaggio con rete poi annullata. Ma appena segnano tutta la panchina del Casalvieri scatta in piedi per festeggiare, molti di loro si girano verso di noi, rivolgendoci insulti e minacce. Inizia uno scontro verbale tra noi e loro. Riprende il gioco e subito dopo c’è il gol dell’Anagni, andiamo tutti vicino la rete per festeggiare e si sente uno scoppio a pochi passi da noi. Tutti i giocatori del Casalvieri corrono verso di noi tirando calci, sputandoci addosso,
insultandoci. Appena si sente lo scoppio un giocatore vola dalla panchina tipo superman e cade a terra, dopo due minuti ne cade un altro, forse per la forza d’urto della “bomba”. Non capiamo tutto questo accanimento mediatico contro di noi. Hanno parlato di bomba carta, di esplosione in campo, ma tutto questo non c’è stato. Dall’altra parte della collina c’erano delle persone, nessuno ha cercato prove per capire chi è stato, ci
hanno bollato come delinquenti senza avere in mano delle prove. Ma se pensano di fermare la nostra passione ed il nostro attaccamento alla squadra chiudendoci lo stadio e vietandoci trasferte si sbagliano. Abbiamo dimostrato anche domenica nel derby contro Sgurgola che noi siamo Ultras e non Teppisti come alcuni della stampa vogliono far passare.NOI NON MOLLIAMO. ULTRAS ANAGNI b.d.p”
Anna Ammanniti
