(di Alessandro Andrelli) Facile dire che ora non c’è più nulla da perdere. Facile dire che ora si affronteranno otto finali, tutte senza ritorno, e che i punti in classifica varranno il doppio, forse anche il triplo se conquistati in trasferta. Dopo la sosta pasquale il Frosinone è chiamato a completare un’impresa che ai più, inutile negarlo, sembrava impossibile, ai limiti dell’utopia più blasfema.
Nulla è stato ancora deciso, tutti possono lottare, tutti possono vincere e tutti possono perdere. Il Frosinone dovrà giocare le sue carte al meglio… ma dovrà farlo al massimo della concentrazione, del cinismo, della cattiveria sportiva, dell’agonismo, con quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci. Il “non abbiamo nulla da perdere”, sarà ribadito più e più volte, ma statene certi, è solo una frase di circostanza. Tutti avranno tutto o quasi da perdere, tutti vogliono provare a conquistare la vittoria finale, che quest’anno significa “salvezza”, tutti vorranno meritare la permanenza in serie A, tutti vorranno realizzare la loro ambizione personale, perché si vince in gruppo, si vince con la squadra, ma poi nello sport si è soli, specie nel calcio. La salvezza sarebbe un risultato ancor più prestigioso della promozione dalla B, già di per se impresa sportiva che tanti club blasonati rincorrono da anni. Mantenere però la serie A, per una società, un gruppo, dei giocatori, uno staff, una ‘piazza’ come il Frosinone, avrebbe dell’incredibile. Otto finali, dunque. Otto partite intense, cinque delle quali in trasferta e appena tre in casa. Si parte domenica a “Marassi” con il Genoa (ore 15), poi sabato 9 aprile l’anticipo delle ore 15 (orario improbabile ma reale!) al Comunale contro l’Inter di Mancini. Poi dalle 33a alla 35a giornata si giocano le tre gare probabilmente decisive della stagione. In sette giorni il Frosinone affronterà in trasferta l’Hellas Verona (domenica 17 aprile ore 15), poi il Chievo (mercoledì 20 aprile ore 20.45) sempre a Verona, e infine il Palermo, al Comunale (domenica 24 aprile ore 12.30). A questo punto mancheranno 3 partite alla fine del campionato, ma i giochi potrebbero ancora essere tutti da giocare, oppure i primi verdetti potrebbero essere già arrivati. In attesa di eventuali anticipi e posticipi televisivi il 1 maggio il Frosinone sarà a San Siro contro il Milan, poi l’ultima gara casalinga della stagione con il Sassuolo l’8 maggio, e il finale di stagione al San Paolo contro il Napoli di Higuain (15 maggio). Crederci, ovvio. Fare previsioni, impossibile. Sognare, sì fortissimamente sì! In una provincia così disastrata come quella di Frosinone, solo lo sport e un po’ di cultura tengono vivo l’interesse per la Ciociaria e per la sua gente. Passano i mesi, ma questa rimane la triste realtà di un territorio privo di politica, avaro di iniziative imprenditoriali e probabilmente troppo al collasso per riprendersi senza una forte “scossa” popolare, già il popolo che si rialza da solo, anche questa un’utopia abbastanza blasmefa! Il Frosinone Calcio è chiamato all’impresa. Che sia da stimolo per tutti… Forza Leone, gioca le tue carte… al meglio!!! Alessandro Andrelli
