E’ stato un risveglio drammatico per il ciclismo e per i suoi appassionati. Il ciclista belga Antoine Demoitié, 25enne corridore belga della Wanty-Groupe Gobert, è morto nella notte in ospedale dopo essere stato investito da una moto in seguito ad una caduta durante la classica Gent-Wevelgem, gara vinta ieri dallo slovacco Peter Sagan, già campione del mondo. Stamattina non è mancato il monito del ciclista ciociaro dell’Astana Valerio Agnoli, tra i più apprezzati in tutta la provincia di Frosinone, dove sono tantissimi i ciclisti amatori che quotidianamente si imbattono in strade cittadine per inseguire la propria passione per le due ruote.
Il tragico incidente è avvenuto ieri pomeriggio, giorno di Pasqua, nei pressi di Sainte-Marie-Cappel, nelle Fiandre francesi a poco più di 80 km dall’arrivo della classica Gent-Welelgem. “E’ in corso un’inchiesta per capire la dinamica”, ha detto Frederic Evrard, portavoce della gendarmeria regionale Nord-Pas-de-Calais all’agenzia France Presse. Il 25enne era ricoverato all’ospedale universitario di Lille. “Più sicurezza e rispetto per noi ciclisti dentro e fuori gara.Non è giusto morire così, sopratutto in gara. Antoine Demoitié RIP”. Questo il tweet di questa mattina di Valerio Agnoli. Un messaggio chiaro, inequivocabile, che lancia l’ennesimo allarme “sicurezza” nel mondo del ciclismo. La stagione dei professionisti, ma anche quella degli amatori è appena iniziata. Ci si augura che il rispetto per i ciclisti sia sempre massimo, così come ci si augura che i ciclisti prestino la massima attenzione in strada. Condividiamo in pieno il messaggio di Agnoli al grido di: “Più sicurezza”. Alessandro Andrelli
