Serie A – Torna “Numeriamo”: il ct Conte dia un’occhiata al Frosinone, ecco perché

Alessandro Andrelli
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(di Pier Giorgio Bianchi) Settimana di sosta. Settimana di Nazionali. Il Frosinone si prepara per la sfida di Genova senza Tonev ed Ajeti che hanno raggiunto le rispettive compagini per delle amichevoli in vista di Euro 2016. Quest’oggi non analizzeremo i numeri del Frosinone – settimana prossima pubblicheremo un report all’ultima statistica sulla lotta salvezza – bensì di alcuni singoli. La domanda – nata quasi per gioco con un amico e grande professionista nell’ambiente giornalistico giallazzurro – è stata: “Ma possibile che Conte non prenda in considerazione nemmeno uno dei nostri?”.

E’ bastata una frase per farmi scatenare, prima idealmente e poi davanti Excel, una quantità di tabelle, grafici, analisi ed incroci che solo una mente malata può partorire. Così ho iniziato a sognare il CT. Antonio Conte sulla tribuna centrale del Matusa incuriosito dalla stagione di alcuni giallazzurri e di quel catino, chiamato Matusa, del quale i suoi colleghi gli hanno così bene parlato. Mi sono messo quindi alla ricerca di qualche numero per vedere se effettivamente qualcuno dei giocatori italiani della rosa del Frosinone meriti almeno un attenzionamento da parte del commissario tecnico. L’analisi, naturalmente poco oggettiva, vuole portare alla luce, dati alla mano, l’ottima stagione di alcuni singoli del Frosinone che sino ad ora hanno ben figurato nel campionato di Serie A. L’analisi si è svolta in tre fasi: FASE 1: Indentificare dei giocatori potenzialmente da Nazionale FASE 2: Identificare dei parametri di valutazione oggettivi FASE 3: Identificare alcuni dei convocati dal CT che avrebbero potuto lasciare il posto ai giocatori del Frosinone FASE 1: I giocatori del Frosinone da Nazionale Non ce ne vogliono tutti gli altri componenti della rosa, ma questa è stata la lista dei nostri “convocati
Portieri Nicola Leali
Difensori Leonardo Blanchard
Centrocampisti Mirko Gori
Attaccanti Daniel Ciofani, Federico Dionisi
  FASE 2: I parametri di giudizio (da intendersi per presenza)
Portieri Parate, Gol Subiti, %Parate su tiri subiti
Difensori Disimpegni, Tiri Bloccati, Tackle Tentati, Tackle Riusciti%, Palloni Intercettati, Passaggi Riusciti %, Passaggi Chiave
Centrocampisti Disimpegni, Tiri Bloccati, Tackle Tentati, Tackle Riusciti%, Palloni Intercettati, Passaggi Riusciti %, Passaggi Chiave
Attaccanti Gol, Assist, Precisione Tiro (Shot Accuracy), Gol Conversion
  FASE 3: I rivali Si è cercato di considerare soltanto i rivali che effettivamente competono per lo stesso ruolo dei nostri giocatori (esempio: Bonaventura anche se centrocampista non svolge la stessa funzione di Gori). Inoltre non sono stati considerati come rivali gli intoccabili. Non ce ne voglia Leali, ma il posto di Buffon è – per il momento – intoccabile.
Portieri Padelli, Perin
Difensori Astori, Acerbi, Ranocchia
Centrocampisti Soriano, Parolo
Attaccanti Gabbiadini, Eder, Okaka, Pellè, Zaza
  Portieri Evitandogli l’ennesimo accostamento a Buffon e non potendolo comparare con Sirigu (una sola presenza nel campionato francese), Leali è stato messo a confronto con Perin – attuale terzo portiere – e Padelli, inizialmente selezionato e poi lasciato a casa dal CT azzurro. Portieri A fronte di una media gol subita più elevata rispetto a quella dei colleghi, Leali compie un numero più alto di parate in ogni match. Questi due dati si devono contestualizzare nella realtà Frosinone, ovvero la squadra che subisce più tiri d’Europa. Con una percentuale di parate simile a quella di Perin, Leali avrebbe subito circa 4 gol in meno. Giudizio Finale: Non convocato. Sebbene i suoi numeri sono incoraggianti – migliori di quelli di Padelli, se si esclude il fattore contestuale – Perin si comporta meglio di Leali. Chissà che a Genova, non ci pensino Dionisi e Ciofani a peggiorare i numeri del portiere pontino ed aiutare il proprio compagno a superarlo nella percentuale di parate fatte. Difensori L’analisi dei difensori è stata divisa in due parti: la fase di distruzione e la fase di costruzione. Fase di distruzione Dif_Distruzione Nella fase di distruzione Blanchard non si piazza male. Migliore – non solo in Italia, ma in tutta Europa – per tiri bloccati, non sfigura nemmeno nelle altre voci. I dati naturalmente si devono interpretare nell’ottica Frosinone: una squadra che subisce molto le avversarie, quindi è relativamente più facile per un difensore aumentare le sue statistiche (es. se il Frosinone subisce 607 tiri – 116 in più del Palermo, seconda peggiore squadra in Italia – Blanchard avrà più occasioni per bloccare un tiro). Qualche tackle vinto in più non farebbe male. Sommariamente il giudizio è molto più che buono considerando che il centrale di Grosseto è secondo soltanto ad Acerbi per azioni difensive (la somma delle quattro voci) per partita. Fase di costruzione Dif_Costruzione Non benissimo la fase di costruzione per Blanchard. Una percentuale di passaggi sbagliati troppo elevata ed una capacità di liberare un compagno per il tiro limitata (definizione di passaggio chiave). Da parte sua Leo però può vantare ben 3 gol. Come lui soltanto Acerbi. In ripresa Ranocchia che, sin dai tempi di Bari con Conte allenatore, ha fatto dell’impostazione del gioco una delle sue migliori qualità. Giudizio Finale: Convocato con riserva. La Nazionale non può permettersi un centrale di difesa così poco preciso con i piedi. Non fosse per la fase di impostazione – e per i trascorsi insieme a Bari – Ranocchia non avrebbe i numeri per stare in Nazionale. O meglio, se li ha Ranocchia, perché non Blanchard? Centrocampo Partiamo da un assunto. Tutti lo pensiamo. Mirko Gori un giorno vestirà la maglia della Nazionale Italiana. Un orgoglio e motivo di vanto per questa provincia. Quando questo accadrà non è dato saperlo. Detto questo, anche per i centrocampisti l’analisi si dividerà in due parti. Fase di distruzione Cen_Distruzione Gori è il giocatore che è impegnato di più per partita. I suoi 3.35 tackles tentati per ogni match sono un dato impressionante, 140 totali. Un record assoluto: è il giocatore in Europa che tenta più tackle in assoluto. Peccato per la sua scarsa percentuale di successo: soltanto in un tackle su due ruba il pallone all’avversario. Riuscendo ad affinare questa statistica, Mirko può diventare un autentica macchina da guerra. Fase di costruzione Cen_Costruzione In fase di costruzione emergono i limiti di Mirko Gori. Tanti passaggi sbagliati e pochi spunti per i propri compagni. Tuttavia, i numeri devono essere contestualizzati con il ruolo: il centrocampista del Frosinone è un mediano di rottura, mentre Soriano e Parolo sono due incontristi votati a costruire il gioco e portare la palla nella metà campo avversaria. In più, Gori risente dell’effetto squadra essendo il Frosinone poco votato alla costruzione di gioco (squadra con il minor possesso palla e la più bassa precisione di tutta la Serie A). Giudizio Finale: Convocato. Mirko Gori è un mediano puro di quelli che non se ne trovano facilmente in giro. In un centrocampo dai piedi buoni, servono due polmoni ciociari a fare legna e rincorrere gli avversari in mezzo al campo. Se Mirko riuscisse a migliorare l’efficacia dei suoi tackle – c’è da considerare però che già con la sola pressione può portare l’avversario a sbagliare – e la fase di impostazione, oltre che in Nazionale, Gori approderà anche in uno dei top 5 club del campionato italiano. Attacco Iniziamo subito con il dire che nell’analisi è stato escluso Okaka, il cui record è di 5 gol in Serie A e 7 in Serie B. I 13 gol nella Jupiler Pro League (campionato belga) lasciano il tempo che trovano. Tant’è che i principali siti web non collezionano nemmeno dati statistici per questa competizione. L’attacco azzurro mai come nei prossimi Europei sarà un reparto privo di un bomber di riferimento. Escluso Pellé e considerando Eder più una seconda punta, manca proprio la figura di una prima punta vecchio stampo. Dionisi, ma soprattutto Ciofani potrebbero essere dei reali candidati ad una maglia azzurra. Dato il reale bisogno di un centroavanti di razza, per il reparto offensivo abbiamo voluto estendere l’analisi anche a giocatori che potenzialmente potrebbero essere dei concorrenti per l’ultimo slot dei convocati per Francia 2016. Attaccanti I giocatori sono ordinati – da sinistra verso destra – per media gol. Abbiamo inoltre messo un cerchietto attorno agli ultimi convocati di Conte per la doppia amichevole contro Spagna e Germania. Ciofani e Dionisi hanno una gol conversion (gol su tiri in porta effettuati) migliore di tutti gli attaccanti italiani rimasti a casa, fatta eccezione per Pavoletti. I due gemelli del gol, tuttavia trovano maggiore difficoltà nel centrare lo specchio della porta (26% per Dionisi, 36% per Ciofani). L’interpretazione è la seguente i due attaccanti del Frosinone fanno fatica a centrare la porta con i propri tiri, ma, quando prendono lo specchio, c’è una probabilità maggiore, rispetto agli altri colleghi di reparto, di segnare un gol. Attaccanti_Gol+Assist Inoltre è interessante guardare alla somma di gol ed assist per partita sfoderati dagli attaccanti. Anche in questa particolare classifica Pavoletti risulta essere primo. Dionisi viene subito dopo tra i non convocati. Male Ciofani che dalla sua non ha nemmeno un assist fatto. Giudizio Finale: RIMANDATI, MA OCCHIO. L’attacco della Nazionale Italiana ha veramente bisogno di una prima punta. Eder e Zaza sono attaccanti leggeri e Pellé avrà bisogno di un ricambio. Ciofani sarebbe il ricambio naturale dell’attaccante salentino, peccato che i suoi numeri non siano degni di quelli di Pavoletti. Ottime invece le performance di Dionisi. Peccato che nel ruolo di seconda punta il reparto offensivo della Nazionale Italiana possa vantare giocatori del calibro di Insigne, El Shaarawy e Bernardeschi. Però, senza gufare niente a nessuno, in caso di necessità, Federico potrebbe, e dovrebbe rappresentare, una validità alternativa per il CT Antonio Conte. Per quanto riguarda il discorso Ciofani, oggettivamente la Nazionale Italiana ha bisogno di una prima punta ed, altrettanto oggettivamente, Ciofani e Pavoletti sono gli unici bomber con queste caratteristiche. Al momento però l’attaccante genoano è altamente favorito. A Daniel lanciamo una sfida, una motivazione in più per caricarsi la squadra sulle spalle. Salvare il Frosinone e raggiungere quota 15 gol per mettere in difficoltà Antonio Conte. A partire dalla partita con il Genoa quando si troverà di fronte lo stesso Pavoletti. Per aiutare Leali, per salvare il Frosinone e per guadagnarsi la Nazionale. Una sfida per Daniel ed un invito al Ct Antonio Conte: venga a Frosinone a vedere una partita del Leone. Magari non troverà alcun giocatore per la sua Nazionale, ma siamo sicuri che i tifosi, l’ambiente e l’atmosfera del Matusa non lo faranno pentire della sua scelta. Pier Giorgio Bianchi (www.footballreligion.it)
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