L’Analisi Tattica – Storia di una beffa emiliana. Ma i primi trenta minuti…

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Il primo terzo di gioco. Trenta minuti che hanno forse compromesso, o quasi, la trasferta modenese del Frosinone contro il Carpi.

I biancorossi vincono per due a uno, al termine di una gara maschia non spettacolare, risolta al 90’ da un rigore trasformato da De Guzman. Dicevamo dei primi trenta minuti. Un lasso di tempo dove il Frosinone non è stato il Frosinone. Trenta minuti dove il folto centrocampo biancorosso ha fatto quello che voleva, aggredendo nella zona centrale ed inserendosi nelle manovre offensive. Un 4-3-3 che non ha funzionato su sponda giallazzurra per due grandi, immensi motivi. Kragl da esterno invertito in attacco appare perennemente fuori dal gioco; Dionisi sull’out mancino idem. Il secondo motivo, invece, è quello che la squadra con il 4-3-3 è priva di un regista che imposti il gioco. Tantissime volte, infatti, Ajeti ha dovuto fare il “Blanchard”, ossia è andato a cercare il lancio lungo per la spizzata di Daniel Ciofani. Nella ripresa, invece, complice il passaggio al 4-4-2, la squadra è sembrata più organizzata e meno impaurita. I terzini hanno dato una mano agli esterni, e la ripresa si è trasformata così magicamente in un monologo giallazzurro, dove forse si poteva osare anche qualcosina in più. Poi sul più bello, la beffa finale. Domenica arriva al Matusa la Fiorentina, serve una prestazione fatta di rabbia ed orgoglio come quella con l’Udinese. Fino alla fine.. Ah quasi dimenticavo. Onore ai tantissimi tifosi del Leone arrivati in Emilia; loro tanto per cambiare, ed ancora una volta hanno vinto.   Nunzio Danilo Ferraioli
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