“Vabbè ma tanto si sapeva, dai”.
Frase che ha riecheggiato per un po’ ieri pomeriggio al Matusa, dopo il triplice fischio. A prescindere dalle cinque reti subite, a prescindere dalla caratura dell’avversario (lo ricordiamo era il Napoli, campione d’inverno, ndr) c’è un dato che vorrei sottolineare. Il titolo di questo cortometraggio a tinte giallazzurre potrebbe essere: “Mi sciolgo come se fossi neve, alle Maldive”. E naturalmente mi riferisco al calo psico-fisico del Frosinone del secondo tempo. Questa volta i minuti incriminati sono il 59′ ed il 60′, quando prima Hamsik e poi Higuain hanno messo a segno due reti, a difesa praticamente immobile o quasi. Soffermiamoci attentamente sul gol del centrocampista slovacco, il quale palla al piede corre tra le statuine giallazzurre e piazza il pallone in rete con un bel diagonale. La domanda sorge quasi spontanea, anche perchè il Frosinone nella ripresa subisce spesso (anche troppo spesso, ndr) un black-out nel quale compromette i vari match. Che sia un calo mentale o fisico? Difficile trovare una risposta. Così, a prescindere, non va. Serve una svolta mio caro Frosinone.. Nunzio Danilo Ferraioli
