Un Frosinone grintoso, bello, pratico e spumeggiante nel primo tempo. Un Frosinone abulico, timoroso e psicologicamente terrorizzato nella ripresa.
Ancora una volta i giallazzurri sembrano esser i protagonisti di uno scritto di Robert Louis Stevenson: “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Bisogna dire, per dovere di cronaca, che davanti c’era pur sempre il Milan, e che i rossoneri nella ripresa sono scesi in campo decisi a rimontare l’iniziale svantaggio, ma perdere così forse è troppo eccessivo. Andiamo però con ordine. Nel primo tempo le scelte di Matteo Ciofani e Tonev, sembrano esser quelle più azzeccate. Il Frosinone è corto, grintoso e appena ha l’opportunità verticalizza cercando di mettere in difficoltà la retroguardia rossonera. Il Milan soffre e tranne qualche intuizione di Niang, sembra non esser pervenuto al Matusa. Nel secondo tempo, però, la musica cambia. Mihajlovic pur non facendo cambi, opta per il cambio modulo. Il 4-4-2 della prima frazione, compassato e troppo lineare, lascia spazio ad un 4-2-3-1 che mette in risalto le doti di Jack Bonaventura. I rossoneri sembrano un’altra squadra, e complice qualche errore di troppo in fase difensiva del Frosinone, chiudono la pratica nel giro di venti minuti mettendo a segno tre reti. Insomma, un nuovo pomeriggio dove il signor Hyde ha avuto la meglio sul dottor Jekyll. Un nuovo pomeriggio dove è bastato un niente per trasformare un sogno in un incubo. C’è da lavorare e soprattutto non bisogna demoralizzarsi. Il campionato è ancora lungo.. Nunzio Danilo Ferraioli
