Torna alla vittoria la FMC Ferentino e lo fa contro una Paffoni Omegna molto combattiva. Vediamo i migliori e i peggiori del match secondo Tg24Sport.
TOPAngelo Gigli. L’ennesima prova da mvp per il centro romano, che dimostra ancora di essere dominante a questi livelli. Le condizioni fisiche non sono ottimali e si vede, ma riesce comunque a risultare decisivo nel confronto con un cliente molto scomodo come Iannuzzi. Presenza costante sotto i tabelloni, riferimento offensivo affidabilissimo e leader nei momenti più complicati.
Raspino (Foto Savelloni)Tommaso Raspino. Dà un calcio alle critiche che gli sono piovute addosso realizzando i suoi 8 punti tutti nel quarto periodo, dando il via allo strappo decisivo. Fino a quel momento sembrava ancora risentire della mancanza di fiducia, poi insacca due triple che sanno di liberazione e gli consentono di togliersi una grossa scimmia dalle spalle.
Andrea Casella. Giocatore in grado di fare la differenza a questi livelli, soprattutto in partite in cui può giocare con leggerezza e scalda la mano fin da subito. Abbina ottime doti al tiro con l’atletismo, peccato abbia sciupato le possibilità che gli sono state date al piano di sopra.
Positive anche le prove di Iannuzzi (doppia doppia con qualche errore di troppo da fuori), Moore (guardia molto interessante) e Benevelli (subito pronto nonostante il periodo di stop).
FLOPMassimo Bulleri. Non sbaglia mai una scelta il capitano amaranto, tutti i suoi 6 tiri dal campo sono presi nelle situazioni giuste ma non ne manda a segno neanche uno. Una serata storta può capitare, il Bullo prova comunque a dare il suo contributo in difesa e nella gestione degli attacchi, la sua presenza in campo rappresenta sempre una sicurezza per i compagni.
Tommaso Carnovali. Anche contro Omegna, dopo il derby con Latina, non trova molto spazio, forse perché coach Fucà preferisce affidarsi alla solidità di Raspino in questa fase delicata della stagione. Lui prova a mettersi in partita fin da subito ma non trova il ritmo giusto, anche a causa del poco tempo sul parquet.
Diego Terenzi. Magro lo manda in quintetto ma è costretto ben presto a richiamarlo in panchina perché nei 7 minuti che passa sul parquet non riesce a lasciare traccia.