Violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Queste le accuse mosse nei confronti di un trentasettenne ciociaro accusato di aver indotto una ragazza di 16 anni con problemi psichici a spogliarsi davanti alla videocamera del telefonino. Secondo le indagini portate avanti dagli investigatori l’uomo, approfittando dello stato di disabilità della minorenne l’avrebbe obbligata a soddisfare le sue insane voglie denudandosi via cellulare. La scoperta di quello che accadeva tra la sedicenne e l’imputato è stata fatta dalla sorella di lei . La donna ha immediatamente fatto scattare la denuncia alle forze dell’ordine.
Ieri mattina, in tribunale, udienza dibattimentale. Secondo gli avvocati Alessandro Calderoni e Giuseppe Cialone, difensori dell’accusato, hanno puntato ad escludere i testimoni. L’accusa dell’induzione sarebbe tutta da dimostrare. Sempre secondo gli elementi raccolti qualcuno non avrebbe vegliato sulla ragazza come avrebbe dovuto visto che la giovane viveva con una parente che aveva la curatela. Per tale motivo i legali hanno richiesto una perizia medico legale al fine di accertare la sussistenza di una condizione di inferiorità psichicaeffettivamente incidente sulla libertà sessuale sualla persona offesa e anche al fine di capire se questa sia in grado di testimoniare. I giudici hanno accolto la richiesta ed hanno fissato la nuova udienza al 26 novembre prossimo.
Marina Mingarelli
