L’Analisi Tattica – Un finale thriller per il Frosinone. Il Chievo dà una lezione su come giocano le squadre che lottano per la salvezza

danst
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Non ci voleva.

Perdere per due a zero tra le mura amiche, contro una diretta concorrente per la salvezza, subendo le due reti a cavallo tra il 90′ ed il 93′. Un pomeriggio thriller per il Frosinone, mentre il Chievo Verona esulta come non mai. Fa bene ad esultare la truppa di Maran, arrivata al Matusa con il chiaro intento di strappare il pareggio, e che poi complice una sbavatura (l’unica a dir la verità, ndr) di Diakitè porta a casa tre punti d’oro. Sin dalle prime battute però sembra splendere il sole sul Frosinone. La truppa di Stellone parte forte, ed il ritorno dal primo minuto di Pavlovic giova e non poco alla catena di sinistra. Sia Rosi che l’ex terzino del Grasshopper spingono in maniera consistente, e la retroguardia veneta va in affanno. Nonostante un buon inizio, il Frosinone con il passare dei minuti diminuisce il proprio pressing in mediana, ed il Chievo inizia ad approfittarne. A metà primo tempo, Hetemaj, uno dei migliori in campo, esce palla a piede servendo Inglese in profondità. Ed è quì che forse si vede la differenza tra le due squadre. I veneti fraseggiano poco, e appena possono cercano di imbeccare le due punte, Paloschi ed Inglese. Durante la ripresa, dopo la fiammata giallazzurra dei primissimi minuti, il match cala di intensità. Le due squadre appaiono stanche e sembrano quasi accontentarsi del pareggio. Al 90′ poi, succede quello che non ti aspetti. Un’ingenuità difensiva di Diakité che costa carissimo al Frosinone. Il raddoppio di Meggiorini, tre minuti dopo, è la logica conseguenza del classico contropiede. La sconfitta brucia e pesa come un macigno. Sabato a Palermo servirà un Frosinone più incisivo, più veloce e soprattutto più ficcante negli ultimi venticinque metri. Servirà un Frosinone da ‘Chievo in trasferta’.   Nunzio Danilo Ferraioli    
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