La danza educativa: “Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere”.
La danza è entrata a far parte delle discipline sportive, attività riconosciuta ufficialmente dal CONI. La danza è stata anche inserita nel programma olimpico di Tokyo 2020, comunicazione avvenuta tramite il Comitato Olimpico Internazionale. Così che l’ASD Blue Fitness ad Anagni, ha dato vita a un grande progetto approvato e condiviso dagli amanti dello sport. Dal 3 novembre alle ore 17.30 incrementa la passione per la danza, una danza educativa organizzata ed insegnata attraverso la favola. Scrivevano i fratelli Grimm: “le fiabe sono capaci di cogliere i puri pensieri di un’osservazione infantile del mondo, in parte per il modo in cui sono divulgate, in parte per loro intrinseca natura; nutrono in modo immediato come il latte, leggere e gradevoli, o come il miele, dolci e nutrienti, senza pesantezza terrestre”. Se analizziamo che cosa vi sia di comune a tutte le favole, ci accorgiamo che quasi tutte iniziano con la descrizione di una situazione armonica che viene poi distrutta. “C’era una volta una buona regina – c’era una volta un bel castello – c’erano una volta due bambini che vivevano con il papà e la mamma nella loro casetta vicino al bosco”… Ma presto arrivano gli ostacoli, gli uomini commettono una colpa, la felicità di un tempo viene distrutta. A quel punto entrano nelle favole le maschere del male: bugia, cattiveria, orgoglio, vigliaccheria, ottusità, brama, avarizia, tutto il repertorio della stregoneria“. Danzare con le fiabe è il metodo giusto per consentire al bambino di imparare a 360°. Da una parte le regole e il senso del gruppo e di giustizia e dall’altra, come d’incanto, passi e tecniche di un’arte come la danza che, con le favole ha in comune fantasia e liberta’. A2
