Provincia – Coldiretti al Brennero per il secondo giorno di presidio

catcst
3 MIn Lettura
La Coldiretti al Brennero “sequestra” tonnellate di schifezze alimentari destinate ai consumatori italiani.

Entra di tutto in Italia. Nel nostro paese entrano le peggiori schifezze alimentari. È la drammatica conferma che arriva dal Brennero, dove migliaia di agricoltori della Coldiretti hanno bloccato e ispezionato, per due giorni di seguito, camion frigo, furgoni e tir per verificarne il contenuto trasportato e denunciare i danni prodotti dal traffico di alimenti contraffatti. “Abbiamo trovato di tutto. Roba da mettersi le mani nei capelli. Dalla Polonia – dice Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – erano in arrivo migliaia di mozzarelle imbustate, spacciate per fresche e per italiane. Ma prodotte in Polonia! Migliaia di cittadini avrebbero mangiato in questi giorni, se non avessimo intercettato quel carico, una schifezza prodotta all’estero, ma spacciata per mozzarella Brennero_Coldiretti-Frosinone_3italiana. Per non parlare della lattuga proveniente dall’Olanda, degli otto quintali di fagiolini surgelati, ammassati sfusi nei cartoni e destinati a finire nei minestroni italiani, della pancetta fresca con marchio non identificabile, del latte austriaco e delle cagliate tedesche. Siamo invasi da prodotti non identificabili perché non sottoposti a obblighi di etichettatura, da prodotti contraffatti trasportati per migliaia di chilometri in pessime condizioni igienico-sanitarie. Abbiamo manifestato per denunciare uno scandalo che danneggia l’economia agricola italiana e che mette a rischio la salute degli ignari consumatori. Abbiamo presidiato il valico del Brennero, insieme a carabinieri, polizia e guardia di finanza, per scuotere l’Unione Europea e costringerla – conclude Mattia – ad adottare immediati provvedimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini”. Brennero_Coldiretti-FrosinoneLa nostra – aggiunge Giuseppe Campione, direttore Coldiretti Frosinone – è una battaglia di legalità, a difesa di chi produce e di chi consuma. Dobbiamo premiare il valore aggiunto della trasparenza e dare completa attuazione alle leggi, italiane e comunitarie, che prevedono l’obbligo di certificare in etichetta l’origine degli alimenti. Come riteniamo necessario che sia resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali e dunque delle aziende italiane che importano materie prime dall’estero per confezionare e vendere prodotti spacciati per Made in Italy”. Comunicato Stampa
Condividi questo articolo
Nessun commento