“Giustizia” è questa la scritta che è apparsa nel luogo dove è stato travolto ed ucciso nonno Franco.
Nella serata del 17 agosto scorso, Franco Gemmiti è stato travolto ed ucciso da un’auto mentre era in bici con il nipotino. La dinamica dell’incidente era apparsa da subito poco chiara. Nei momenti successivi al tragico evento era stato fatto credere che alla guida dell’auto che aveva causato il sinistro mortale ci fosse una donna. Le successive indagini svolte brillantemente dai Carabinieri della Compagnia di Sora hanno rivelato, invece, che ad aver causato l’incidente stradale mortale era stato un uomo fuggito dal luogo del sinistro per recarsi presso la propria abitazione. Lì aveva prelevato la convivente convincendola a mettersi alla guida dell’autovettura ed a tornare sulla scena del sinistro addossandosi le responsabilità. Dagli accertamenti etilometrici effettuati ad entrambi, è emerso che il 44enne presentava un tasso alcolemico superiore al limite consentito dalla normativa vigente. L’uomo, che aveva la patente di guida scaduta e mai rinnovata, è stato quindi denunciato per “omicidio colposo, fuga in caso di incidente con danno alle persone, omissione di soccorso alle persone ferite e guida in stato di ebrezza”. La sua compagna è stata, invece, denunciata per “autocalunnia e favoreggiamento personale”. La famiglia, sconvolta per la tragica perdita, ha chiesto fin da subito giustizia. Nessuna legge porterà indietro il marito, il padre, il nonno e soprattutto l’uomo di gran cuore che era Franco Gemmiti, si esige piuttosto che una morte tanto inaccettabile abbia un senso, cioè evitare il ripetersi di simili fatti. Con questo spirito qualcuno ha scritto in quel luogo, teatro di tanto dolore, “giustizia“, sperando che tale parola trovi presto riscontro. M.F.
