Il movimento civico “Alatri in Comune”, rappresentato in Consiglio Comunale dal Prof. Tarcisio Tarquini, ha definito “mobilità insostenibile” quella che caratterizza la città di Alatri con particolare riferimento ai provvedimenti previsti dalla delibera d’urgenza del Sindaco emessa nei giorni scorsi.
Tutto nasce dai dati Arpa Lazio sul superamento dei limiti di concentrazione di inquinanti in atmosfera che nella Delibera vengono genericamente citati senza riferimenti statistici e numerici (prima critica di Alatri in Comune che insiste anche su altri errori e imprecisioni formali contenute nel testo). “… i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale– recita una nota- vanno dalla regolazione della temperatura del riscaldamento domestico e industriale/commerciale (rispettivamente 20 e 18 gradi), passando per l’accensione dei fuochi fino alle limitazioni del traffico. In merito a queste ultime, è stata individuata la Zona a Traffico Limitato (ZTL) con una chiusura al traffico per i veicoli maggiormente impattanti e nelle fasce orarie previste. Non potevano mancare le cosiddette domeniche ecologiche e le targhe alterne (lunedì blocco targhe pari e giovedì blocco targhe dispari – dalle 9 alle 12:30 e dalle 14 alle 22), limitazioni per i mezzi pesanti (dal 1 gennaio 2017). Peccato che questi– prosegue il comunicato- siano tutti PROVVEDIMENTI DI URGENZA e presi in virtù di un danno già verificatosi. E i Principi di Precauzione e Prevenzione, alla base della normativa ambientale, secondo i quali bisogna creare dei piani per prevenire l’inquinamento? E la Politica Ambientale dell’Amministrazione? Di cose se ne sarebbero potute fare tante: il rinnovamento del parco autobus con mezzi di nuova generazione, i percorsi ciclabili o le soluzioni alternative al trasporto privato, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e molto altro ancora. Ma qui entra in gioco l’economicità, e tutto questo è troppo costoso, potrebbero rispondere facilmente gli amministratori. Beh, allora mi verrebbe da controbattere: qualcuno ha mai sentito parlare di SMART CITY? Perché sì, esistono modelli di città intelligente, in cui vi è un piano di mobilità sostenibile e ci si organizza con le pratiche di sharing mobility (servizi di mobilità condivisa). A livello nazionale (dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile), i servizi di mobilità condivisa hanno avuto, negli ultimi anni, un’esplosione (siamo tra i primi in Europa per domanda ma anche offerta), più di 184 città italiane sono dotate di Bike-sharing. E ad Alatri noi continuiamo con le targhe alterne (che non hanno mai risolto il problema!). Attenzione però, perché nella Delibera, infine, si incoraggiano i cittadini a spegnere i motori nelle fasi di carico/scarico merci, in sosta e ai semafori (che sarebbe buona educazione ambientale a prescindere dalle ordinanze comunali), ma soprattutto a tenere i bambini ad almeno 30 centimetri dal suolo (spiegate alle mamme cosa vuol dire!?!) ed utilizzare il più possibile i mezzi pubblici (per i quali non ci sono gli orari nemmeno alle fermate o una app dedicata). Noi…– conclude la nota- e la nostra mobilità in-sostenibile”. A.T.
