Non si arrende Tonino Ruggero. Il figlio di Zi Peppuccio, l’anziano scomparso nel nulla oramai da 5 anni, ha deciso di sottoporsi al prelievo di elementi biologici per ricavarne il relativo profilo genetico DNA. L’accertamento, eseguito a Roma dalla biologa forense Marina Baldi, servirà a capire se uno dei 1300 cadaveri senza nome presenti negli obitori italiani, possa appartenere all’amato padre Giuseppe Ruggero sparito da Coreno Ausonio nel maggio del 2011 e del quale non si è più trovata traccia.
“Da alcuni anni, Penelope, (Associazione territoriale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse), chiede alle Istituzioni preposte di ricavare il profilo genetico sui circa 1300 cadaveri senza nome, che sono conservati all’interno di celle frigorifiche degli Ospedali sul territorio Nazionale – spiega Tonino Ruggero, vice presidente del Lazio dell’associazione Penelope – Purtroppo a tutt’oggi non si è riusciti ad ottenere questo risultato, che non è certo degno di una nazione cosiddetta civile come l’Italia. Come Associazione Penelope Lazio, abbiamo voluto che alle Istituzioni preposte arrivasse un segnale forte, per ribadire che i familiari delle persone scomparse che attendono una risposta sulla fine dei propri congiunti, fino a quando non l’avranno ottenuta non si rassegneranno mai. Noi familiari delle persone scomparse che ci siamo sottoposti a questo esame, abbiamo l’urgente necessità che, non appena i nostri profili genetici DNA sono pronti, potranno essere comparati al più presto con quelli dei 1300 cadaveri senza nome che sono negli obitori di tutta Italia. Nella nostra specifica vicenda, abbiamo accertato che mio padre non si trovi sulla collina di Vallauria, ma è stato portato altrove, e quindi, come è umanamente comprensibile vorremmo escludere anche questa possibilità” @nicoletti
