Smantellata nel capoluogo ciociaro un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione portata avanti da carabinieri e polizia ha portato all’arresto di 52 persone che avevano come sede dello spaccio una palazzina del “Casermone” nel capoluogo ciociaro.
Smantellata nel capoluogo ciociaro una organizzazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti. Il blitz a cui hanno preso parte 350 persone tra agenti di polizia e carabinieri è scattato questa mattina alle prime luci dell’alba. L’operazione che ha coinvolto unità cinofile antidroga ed elicotteri delle forze di polizia ha portato all’arresto di 52 soggetti, ben 43 i provvedimenti di custodia cautelare (16 in carcere e 27 agli arresti domiciliari e tre obblighi di dimora). L’inchiesta avviata nel 2014 su richiesta del sostituto procuratore Adolfo Coletta5, si è conclusa questa mattina dopo due lunghi anni in cui sono stati raccolti tutti gli elementi culminati poi con i 52 arresti. L’operazione <Fireworks> così è stata denominata, non è altro che la prosecuzione dell’operazione della scorsa estate <Intoccabili>. Le due organizzazioni infatti, operavano tra loro in una sorta di mutuo soccorso.
Tornando al blitz di oggi c’è da dire che la base logistica era una palazzina di quello che viene chiamato <Il Casermone> a Frosinone. Gli associati a questo sodalizio criminoso avevano l’intero controllo su tutto lo stabile compresi gli inquilini costretti a sopportare questo stato di cose. Nei piani alti gli spacciatori avevano realizzato un vero e proprio punto vendita con tanto di portone blindato. Tutto era stato curato nei minimi particolari, dalle vedette posizionate al lati dello stabile (pronte a dare l’allarme se veniva avvistata <Carmela> e <Nerone> parole convenzionali per far capire che c’erano in vista polizia e carabinieri) al ragioniere che teneva i conti, al commesso che cedeva le dosi. L’incasso giornaliero viaggiava introno ai 40 mila euro. Il supermercato della droga era aperto 24 ore su 24. Anche stamattina, intorno alle tre, quando è scattata l’ora x gli uomini delle forze dell’ordine hanno sorpreso gli associati mentre confezionavano dosi di stupefacente. Come succede quando si si lavora in fabbrica, gli spacciatori avevano anche il <premio produzione> e il pagamento degli straordinari se superavano i turni consentiti. Un’organizzazione militarizzata dove ognuno aveva un compito specifico.
<Singolare – ha dichiarato il sostituto procuratore Coletta in conferenza stampa, la totale assenza delle istituzioni preposte. Magari qualche controllo da parte dei tecnici dell’ATER avrebbe potuto evidenziare le modiche strutturali che erano state apposte a quel palazzo.
Marina Mingarelli
