(di Anna Ammanniti) Stamattina dalle ore 10.30 sotto il Portico Comunale una numerosa rappresentanza di docenti e genitori degli alunni del Secondo Comprensivo ha protestato contro la delibera comunale che prevede un dimensionamento “distruttivo” per l’Istituto Secondo Comprensivo diretto dalla dott.ssa Daniela Germano
La delibera comunale dello scorso 20 ottobre, voluta dal sindaco Fausto Bassetta e dalla Giunta, prevede la soppressione graduale della scuola media di Osteria della Fontana, gettando nel panico tutti quei genitori che avevano scelto per i figli, l’offerta formativa del Secondo Comprensivo. Non si comprende perché l’amministrazione comunale abbia adottato una misura così drastica nei confronti di un Istituto che ha un passato di oltre quaranta di vita. Infatti il Secondo Comprensivo è presente nel popoloso quartiere di Osteria della Fontana dai tempi della scuola media Innocenzo III, e ora senza una ragione plausibile e valida sotto ogni aspetto e con pesanti conseguenze, che andranno a discapito dei propri alunni, dovrà fare le valigie ed abbandonare il plesso. I genitori e i docenti ormai stanchi di un trattamento di serie b (vedi uso della palestra) sono scesi in campo per far valere i propri diritti, difendendo soprattutto il diritto allo studio dei ragazzi. Il dimensionamento proposto dal Comune, è stato spedito alla Provincia che a sua volta spedirà alla Regione, prevede la soppressione graduale della scuola media di Osteria della Fontana a partire dall’anno scolastico 2017/18. Una proposta che oltre a danneggiare programmi di studio già affidati all’Istituto, metterebbe a rischio parecchi posti di lavoro degli insegnanti e non solo. Difatti già dall’anno prossimo, non essendoci più le prime medie, docenti, assistenti e personale ATA non avranno più il posto di lavoro assicurato. Una situazione insostenibile se si pensa che viviamo già in un momento di piena crisi occupazionale. I docenti subiranno un rimescolamento in tutte le sedi del Secondo Comprensivo, dovuto alla graduatoria interna di anzianità. Tanti alunni si troverebbero a non avere più gli stessi insegnanti dell’anno prima, ulteriore penalizzazione. Quindi il Secondo Comprensivo, secondo quanto stabilito dal comune, perderebbe, nell’arco di un triennio, ben sei classi. Già dal prossimo anno non potrà effettuare iscrizioni per le classi di prima media ad Osteria della Fontana, tutto ciò a vantaggio della neonata scuola media del Primo Comprensivo, istituita da poco più di un anno, senza autorizzazione dall’ente locale e che ad oggi conta soltanto due classi con numeri decisamente esigui. Tutto ciò risulta completamente inspiegabile e tutta la comunità chiede il perchè di una decisone così pesante. Il Secondo Comprensivo ha già subito negli anni dei dimensionamenti, e adesso si sta venendo a meno al principio di stabilità richiesto dalle linee guida, che raccomandano di non muovere nulla per almeno un quinquennio e tutto questo per favorire un altro Comprensivo che dovrebbe avere la propria sede delle medie nel quartiere di San Filippo. Si sta smantellando, fino a farla morire, una scuola che vive da sempre, perché l’ex Innocenzo III fu inglobata nel 1991 nella scuola “Vinciguerra” e nel 2012, l’intera “Vinciguerra” è stata inglobata nel Secondo Comprensivo. Una scuola che funziona ed è stata scelta liberamente da tante famiglie per la formazione dei propri figli. Con lo smantellamento della scuola media anche il Piano dell’Offerta Formativa, dovrà essere riorganizzato e subirà la perdita grave dei fondi europei PON che sono stati richiesti ed ottenuti proprio per l’organizzazione scolastica attuale e per un accordo che durerà fino al 2020, sottoscritto dalla stessa amministrazione comunale.
Durante il sit in di questa mattina, genitori e docenti hanno ribadito la propria posizione e continueranno a lottare e protestare per salvare la loro scuola media, convinti che non sussistano motivi validi per operare scelte del tutto inopportune e inadeguate in un ambito, scolastico ed educativo, dove invece è fondamentale la stabilità per pensare alla crescita dei piccoli alunni.
La domanda che si pongono tutti, dai docenti ai genitori, all’intera comunità, è perché una decisione del genere da parte dell’amministrazione comunale. Domande a cui sarebbe giusto rispondere.
Anna Ammanniti
