Posta Fibreno – Cinque anni di squalifica per l’allenatore dell’Azzurra

Caterina Paglia
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Confermata una squalifica di ben 5 anni per l’allenatore dell’Azzurra Posta Fibreno, denunciato dall’arbitro dopo l’ultimo incontro di calcio giocato in casa per la terza categoria.

Il mister ha subito tale sanzione in seguito alla denuncia del direttore di gara, rafforzata dalla Polizia di Cassino, per lesioni dolose. L’episodio risale alla scorsa domenica, al termine della gara con la Nuova Sant’Elia. All’allenatore è stato vietato di svolgere ogni attività fino al 23 novembre del 2021, oltre alla preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. “Allontanato per aver fatto indebito ingresso sul terreno di gioco – si legge sulla nota ufficiale – rivolgendosi al direttore di gara, 19enne di Cassino, frasi irriguardose. Al termine della partita si è poi avvicinato in prossimità degli spogliatoi, continuando a protestare a gran voce contro l’arbitro per le sue decisioni. Dopodiché la situazione è degenerata, nel momento in cui il mister  si è introdotto nello spogliatoio del direttore di gara, chiudendone la porta, ignorando ogni invito ad uscire, bloccandolo con le spalle contro il muro e impedendogli di utilizzare il telefonino per chiedere aiuto. Riuscito a divincolarsi, nonostante fosse seguito dall’allenatore, il giovane arbitro è poi riuscito a chiamare la pubblica autorità e, una volta lasciato l’impianto sportivo, si è recato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale SS. Trinità di Sora, dove gli è stata diagnosticata una distrazione legamentosa del rachide cervicale , una contusione lombare e un’escoriazione al dito della mano, con prognosi clinica di 10 giorni”. Nel frattempo sono state confermate altre squalifiche nei confronti di due giocatori locali. Una domenica calcistica da dimenticare, anche se si rincorrono diversi pareri sull’accaduto. “L’allenatore deve mantenere il controllo della situazione e dare l’esempio alla squadra – sottolinea un ex dirigente di Alvito -, altrimenti si va allo sbaraglio. Ogni giorno ci si lamenta della tifoseria aggressiva e irrispettosa, delle guerre dentro e fuori lo stadio. Ma qui parliamo della terza categoria, un contesto sportivo nel quale il gioco sano e il divertimento devono primeggiare su sfottò e diverbi che sfociano in qualcosa di più grave. I ragazzi devono giocare dopo un allenamento completo, che parte dalla testa fino alle gambe“. Caterina Paglia (foto dal web)
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