Editoriale – Sora, il palazzo comunale diventa un “ring”

Alessandro Andrelli
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 (di Alessandro Andrelli) Voci, commenti, chiacchiere… la città di Sora è tutto un parlare. Trasformato in un affollato ring di pugilato, il Palazzo Comunale sembrerebbe vivere il momento più buio della sua storia amministrativa. Notizie sussurrate ovunque si susseguono incalzanti. Oggetto degli “scontri” e “confronto di muscoli” sarebbe la nuova riorganizzazione dei Settori e dei Servizi dell’Ente, nonché lo spostamento del personale dipendente.

Nella giornata odierna, infatti, sembrava essere prevista la tanto attesa e sospirata riorganizzazione della macchina amministrativa, ma della tanto chiacchierata Delibera nemmeno l’ombra. L’Atto di Giunta sarebbe stato sospeso a fronte di diversi “combattimenti” in corso. Si dice che il primo tra tutti, di “contrasto politico” s’intenda, sia quello tra l’assessore al Bilancio Paolacci ed il consigliere delegato alle Manutenzioni Lino Caschera. Oggetto del contendere “l’accaparramento” di un dipendente che entrambi vorrebbero nei propri uffici. La domanda nasce spontanea. Ma l’assegnazione del personale non dovrebbe essere una scelta del dirigente? Peccato che in questo caso sembrerebbe non essere stato neanche informato. Seguirebbero le intromissioni e le urla di padri e mariti, che chiedono pegno a fronte di sponsorizzazioni dell’attuale amministrazione durante le passate elezioni. Sarebbe poi il  turno delle telefonate a non finire da parte di personaggi politici del territorio che vorrebbero veder ricambiato l’appoggio politico dato cinque mesi fa a tutela dei propri cari. Si lascerebbe poi spazio all’intervento trasversale dei sindacati che da una parte apparirebbero offesi per il loro essere messi completamente da parte nelle scelte di organizzazione e dall’altra cercherebbero di perorare la causa dei propri assistiti.  Si continuerebbe con il malcontento di quasi tutti i dipendenti che, per quanto trapelato, si vedrebbero  vittima di ingiustizie che tengono poco conto delle professionalità e del lavoro svolto con totale abnegazione da sempre. La loro indignazione aumenterebbe nel considerare che nessun amministratore parla più di rotazione nel rispetto della legge sull’anticorruzione, perché nel Comune ci sarebbe chi “non deve” assolutamente ruotare, nonostante occupi posti amministrativamente sensibili da quasi venti anni. Il tutto si completerebbe con il malcontento di assessori e consiglieri a fronte del loro essere lasciati allo scuro del processo di riorganizzazione. Concluderebbe il round finale il consigliere delegato al Personale Antonio Farina che, non essendo stato minimamente reso partecipe, ascoltato e coinvolto nelle operazioni di riorganizzazione, fortemente rammaricato ed umiliato sembrerebbe aver rimesso al sindaco la delega affidatagli. In tutto questo sferrare colpi alla rinfusa, il sindaco De Donatis apparirebbe completamente travolto dagli eventi. Molti dicono, infatti, che non avrebbe alcuna voce in capitolo e che chi starebbe decidendo tutto e tirando le fila sarebbe l’assessore Paolacci. Seppur non eletta dal popolo, sarebbe lei la vera sindaca della città di Sora, la persona che comanderebbe il Comune, surclassando i rappresentanti del popolo ed invadendo “a gamba tesa” le competenze di tutti, senza ammissioni di repliche. Voci di palazzo la definiscono come colei  che tutto sa, tutto dice e tutto decide. In questo totale caos e giochi di potere, a tutto si pensa tranne alle necessità dei cittadini che vivono una realtà immobile da circa 150 giorni, mentre, dispiace ribadirlo a caratteri cubitali, la CITTÀ DI SORA CONTINUA TERRIBILMENTE A SOFFRIRE. Alessandro Andrelli
 
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