Anagni – Referendum Costituzionale: perché il M5S vota NO

Anna Ammanniti
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L’organizer del Meetup 5S di Anagni Fernando Fioramonti a proposito del dibattito di lunedì prossimo tra Frusone e Pilozzi, sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre, spiega il perché voterà NO.

  “Perché votare NO: Già ci sarebbero modi migliori per far risparmiare soldi alla politica. Come per esempio il DDL sul dimezzamento degli stipendi parlamentari, proposto già a maggio del 2014 dal Movimento 5 Stelle e ripresentato alla Camera il 25 ottobre scorso, avrebbe creato una riduzione di spesa  di 87 milioni di euro contro i 57 milioni (dato ufficiale della Ragioneria Generale dello Stato) del Decreto Boschi. E’ vero che diminuiranno il numero dei senatori ma continueremo a pagare la gran parte dei costi del Senato, cioè gli stipendi e le indennità, la gestione degli immobili e dell’intera struttura, i servizi e il personale. A questo punto tanto valeva chiudere  del tutto   Palazzo Madama e non creare SENATORI PART TIME  che  dovranno barcamenarsi tra  amministrazioni regionali/ comunali e Senato, guadagnandosi anche la possibilità di avere l’immunità per tutto il loro operato. Occorre scegliere il  NO perché i cittadini vengono privati del diritto di votare direttamente i loro rappresentanti e di fatto, grazie anche all’Italicum si troveranno ad avere una Camera ed un Senato con circa i due terzi dei parlamentari  nominati dai capipartito e non scelti dal Popolo. Non è vero che ci sarà una semplificazione nella possibilità di legiferare in quanto si aggiungono 10 nuovi percorsi di autorizzazione della legge e comunque resteranno ben 22 categorie di norme che dovranno essere discusse sia da Deputati sia dai Senatori. In questo modo le possibilità che una legge vada avanti e dietro tra le due Camere restano comunque alte.  Ultimo punto ma non meno importante è il fatto che tale Riforma  è stata voluta ed approvata da un Governo Esecutivo e non dal Parlamento (unico organo deputato a farlo)  con una maggioranza che non è stata scelta dal popolo  ma frutto di biechi inciuci e di una legge elettorale incostituzionale.” Anna Ammanniti
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