Tutto ancora da decidere sulla vicenda che vede contrapposti i consiglieri di opposizione Tarquini e Pavia alla maggioranza, rea- secondo i due- di aver trasgredito alle norme burocratiche-amministrative e di opportunità politica in merito alla nomina di Fausto Lisi a Presidente del Consiglio e a Delegato al Centro storico.
Il primo commento di ieri era quello della maggioranza che esultava in merito alla decisione del TAR di Latina di respingere la richiesta di sospensiva; oggi arriva la nota congiunta di Tarquini e Pavia che commenta così: “Il Tar ha ‘rigettato’ il nostro ricorso per ottenere ‘l’annullamento previa sospensione dell’efficacia’ del provvedimento con il quale ‘il sindaco di Alatri ha delegato al consigliere Fausto Lisi le attività di decoro urbano e promozione dello sviluppo del centro storico’ e ‘dell’atto di elezione’ dello stesso ‘quale Presidente del Consiglio Comunale’. La motivazione dell’ordinanza di rigetto è la seguente: ‘Considerato, che da un sommario esame proprio della fase cautelare la vicenda in esame appare porre problematiche di opportunità politica ma non di legittimità’. Il merito della questione viene, dunque, solo sfiorato e rinviato, come prassi, all’approfondimento successivo. È improprio, perciò, considerare definitivamente risolta la grave vicenda istituzionale che abbiamo inteso portare all’attenzione di tutti chiedendo a tutti di assumersi la responsabilità di un giudizio. Le ordinanze (al pari delle sentenze) si rispettano, ma sono soggette alla discussione e anche al dissenso. Su questa esprimiamo sorpresa e dissenso e ribadiamo che a nostro avviso il ricorso è fondato: e non solo su ragioni di ‘opportunità politica’, la cui ‘curatela’ non abbiamo di certo inteso affidare al TAR. Quanto abbiamo sottoposto all’esame del giudice amministrativo è di fondamentale importanza per garantire il corretto funzionamento del Consiglio comunale ed assicurare l’equilibrio dei poteri tra organi comunali, che è anche il compito essenziale del presidente dell’Assise. Senza tale equilibrio non vi potrà essere una dialettica democratica tra organo esecutivo (sindaco e assessori) e organo di controllo e di indirizzo politico (consiglio comunale). E a soffrirne sarà perciò la qualità dell’azione amministrativa che i cittadini hanno il diritto di pretendere dai loro rappresentanti.” A.T.
